Investita e uccisa da un bus, il pm chiede di conoscere «ogni circostanza utile alla ricostruzione dei fatti»

Al via la perizia sulla dinamica dell’incidente che ha provocato la morte di Maria Ferrandino, 70 anni
PESCARA. Passaggio chiave, ieri mattina in procura, con la nomina del consulente tecnico per la perizia cinematica in merito all’inchiesta sulla morte di Maria Ferrandino, la 70enne travolta dal bus della Tua dal quale era appena scesa la mattina di domenica 4 ottobre al terminal della stazione. Unico indagato, al momento, è il conducente del bus, L.M., 56 anni, accusato di omicidio stradale e difeso dall’avvocato Goffredo Tatozzi, mentre la famiglia della vittima è assistita dagli avvocati Luca Torino Rodriguez e Maria Franca D’Agostino. Sospeso dal servizio e con la patente ritirata, ora l’indagato attende di conoscere l’esito di questo importante passaggio tecnico che dovrà accertare la dinamica dell’incidente.
L’autista ha subito detto di non essersi accorto di nulla e di non aver visto niente perché l’impatto, a velocità ridottissima in quanto il mezzo stava ripartendo, sarebbe avvenuto in un angolo cieco del bus, ma comunque sotto le telecamere del terminal (posizionate sui vecchi silos della polizia locale), davanti a un testimone oculare e soprattutto davanti al figlio della vittima, Matteo, anche lui autista della Tua, che stava aspettando l’arrivo della madre per affidargli il nipotino.
Ieri mattina, dunque, il pm Benedetta Salvatore, davanti alle parti, ha conferito l’incarico della perizia cinematica all’ingegnere Marco Colagrossi. Il quesito posto dal magistrato è limitato ad accertare «l’esatta dinamica del sinistro stradale e ogni altra circostanza utile alla ricostruzione dei fatti, evidenziando quant’altro utile ai fini di giustizia». Il consulente avrà a disposizione tutta la documentazione che fa parte dell’indagine, e naturalmente il mezzo, l’autobus marca Scania subito posto sotto sequestro. I familiari della vittima, attraverso i propri legali, si sono riservati di nominare un loro consulente di parte (visto anche che le operazioni peritali inizieranno il 3 novembre prossimo), mentre la difesa dell’autista ha già nominato l’ingegnere Alberto Toscani, presentando contestualmente, e depositando, delle indicazioni e delle osservazioni formulate dal consulente di parte.
Il consulente della procura, Colagrossi, ha preso 90 giorni di tempo per depositare la sua perizia che potrebbe arrivare quasi in contemporanea con quella sul cellulare dell’indagato (affidata all’ingegnere Davide Ortolano), per accertare se al momento dell’impatto l’autista fosse o meno al telefono: per verificare dunque una possibile distrazione, peraltro immediatamente negata dallo stesso indagato che ha dichiarato nell’immediatezza di non aver utilizzato il cellulare e anzi, precisato di usare sempre gli auricolari.
Se, dunque, sulla responsabilità dell’autista non vi sono dubbi, l’attenzione potrebbe allargarsi sulle cattive condizioni del terminal con asfalto irregolare, senza segnaletica orizzontale e verticale, senza nessuna zona riservata ai passeggeri. È quanto si evince dall’ultimo rigo del quesito che il pm ha consegnato al consulente: «Accertare l’esatta dinamica del sinistro e ogni altra circostanza utile alla ricostruzione dei fatti», evidenziando «quant'altro utile ai fini di giustizia».
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