«Io non vedo l’ora di tornare in classe insieme ai ragazzi»

7 Marzo 2021

PESCARA. Un po’ dolorante e qualche lineetta di febbre, «ma sopravviviamo». Graziano Fabrizi ironizza. Classe 1984, artista e docente di Storia dell’Arte al liceo scientifico Corradino D'Ascanio di...

PESCARA. Un po’ dolorante e qualche lineetta di febbre, «ma sopravviviamo». Graziano Fabrizi ironizza. Classe 1984, artista e docente di Storia dell’Arte al liceo scientifico Corradino D'Ascanio di Montesilvano, venerdì pomeriggio si è sottoposto alla prima dose di vaccino. «Ho fatto il vaccino. L’ho fatto alle 17 (venerdì)», scherza sulla sua bacheca Facebook a pochi minuti dall’iniezione. «Non ho fatto un selfie, spero di non aver deluso nessuno per questo. Ho atteso per un po’ sulle note di Parlami d’amore Mariù, cantata live e penso, finalmente un concerto», riferendosi all'accompagnamento musicale che il Comune di Montesilvano, grazie alla scuola civica di musica ha deciso di offrire agli utenti che si sottopongono al vaccino al Pala Dean Martin. «È stata un’esperienza straordinaria», dichiara Fabrizi. «Intanto faccio i miei complimenti per la gestione vaccinale al Comune e agli enti preposti. Ho notato un’organizzazione ottima, filtrata, perfettamente scaglionata. Ho visto il coinvolgimento di tante associazioni e tutti, volontari e medici, hanno sempre mantenuto il sorriso. Ho toccato con mano la competenza e mi sono sentito seguito per tutto il tempo». Il consiglio che arriva da questo giovane insegnante è alla vaccinazione.
«Con i ragazzi stiamo lavorando a un videogame che si chiama Vax War, che stiamo per lanciare, e che nasce proprio per sensibilizzare alla vaccinazione. Ritengo che sia una scelta che non andrebbe nemmeno posta, specie per il mestiere che facciamo. Quando sei un insegnante e non hai la possibilità di interagire con i ragazzi, bisogna trovare una soluzione per farlo. È parte del nostro lavoro».
Una soluzione che in questo momento arriva proprio dalla prima dose del vaccino che può rappresentare un primo passo per un ritorno alla normalità. E Fabrizi non vede l’ora di rientrare in aula, il prima possibile. «In effetti io sono spesso a scuola per stare al fianco di quei ragazzi che hanno delle fragilità e per cui le lezioni in presenza continuano. Ad ogni modo mi sento sicuro ora, ma devo dire che lo ero anche prima», ammette. «Nella mia scuola non abbiamo avuto nemmeno un caso. C'è stata una campagna di screening con oltre 900 tamponi e nessun positivo. Abbiamo seguito protocolli rigidissimi che ci hanno permesso di mantenere la situazione sotto controllo. Dal primo momento il liceo D’Ascanio ha risposto come regole da seguire, come dad, come potenziamento elettronico per i ragazzi. Noi stiamo attenti dentro, ma anche fuori dalla scuola, affinché non si creino assembramenti. Sono convinto che un buon protocollo di sicurezza e sanificazioni continue non temono alcun virus». Per la seconda dose, Fabrizi dovrà aspettare il 28 maggio. «Sempre di venerdì, sempre alle 17», conclude ancora una volta scherzando. (m.pa.)