«Io precario della sanità» La protesta di un medico

27 Gennaio 2021

PESCARA. Dal 13 gennaio lavora con un cartello di protesta attaccato alla divisa da medico del 118. E così anche ieri, in servizio a Scafa. Nando Del Giovane, 65 anni e ancora due di lavoro prima...

PESCARA. Dal 13 gennaio lavora con un cartello di protesta attaccato alla divisa da medico del 118. E così anche ieri, in servizio a Scafa. Nando Del Giovane, 65 anni e ancora due di lavoro prima della pensione, ha deciso di manifestare così il proprio malcontento «nei confronti della classe politica» perché i medici convenzionati con la Asl come lui «non percepiscono premi di produzione, non hanno malattia nè 104, e neppure la tredicesima e il Tfr. Il 1° aprile 2023», dice, «dopo 40 anni di servizio, percepirò una pensione netta di 1400 euro. E non abbiamo neppure ricevuto il bonus Covid, ma gli amministrativi sì». Del Giovane, assegnato alle sedi di Pescara e Scafa (168 ore mensili), si definisce «un precario della sanità». Chiede «subito il passaggio alla dipendenza» per se stesso e per altri 80 colleghi abruzzesi. Una protesta c’è stata a novembre, a Pescara, per la premialità Covid, ora l'appello è per il posto di lavoro. «Con altri colleghi pugliesi sono pronto a dimettermi», per raggiungere l'obiettivo. (f.bu.)