«Io, senza casa e lavoro, abito nella Stella Maris abbandonata»

8 Dicembre 2015

Dopo gli sgomberi, un marocchino di 29 anni è rimasto l’unico disperato accampato nell’ex colonia Ma l’edificio è senza porte: «Mentre dormo c’è gente che entra, imbratta i muri e spacca le finestre»

MONTESILVANO. Youssef, marocchino di 29 anni. È lui l’unico abitante rimasto nella Stella Maris abbandonata, tra muri imbrattati e vetri spaccati. «Adesso, dormo qui da solo: tutti gli altri sono andati via quando quel tunisino si è dato fuoco». Da allora, dopo la tragedia della disperazione dell’8 aprile scorso e dopo lo sgombero della Provincia, la Stella Maris non è più un accampamento abusivo di disperati e fantasmi ma è ancora il simbolo indiscusso del degrado. «Non so dove andare e sono rimasto qui. Non ho paura di dormire da solo qui dentro: non ho mai fatto male a nessuno». Youssef dorme su un materasso in una stanzetta. È in Italia da 7 anni: «Prima sono stato a Pineto, poi sono venuto qui perché me l’ha consigliato un mio amico. Adesso, però, lui è tornato in Marocco». Youssef vuole restare a Montesilvano anche se vive da disperato: «Qui almeno vado a mangiare alla Caritas e mi faccio la doccia con il sapone quasi tutti i giorni. In Marocco non ho niente».

Il lavoro di Youssef è quello di rovistare nell’immondizia, cercando ricchezza tra gli scarti. Youssef prende le buste attaccate al manubrio della sua bicicletta e mostra quello che c’è dentro: elettrodomestici usati e sporchi, pezzi di computer vecchi, vestiti usurati, uno zainetto rosa da bambina, teglie per fare le torte. La speranza di Youssef è riuscire a rivendere qualcosa per guadagnare pochi euro. «Tutte le sere, verso le 8, giro tra Montesilvano e Pescara per cercare tra i rifiuti», racconta come se fosse normale, «una volta ho trovato anche 6 grammi d’oro e me li hanno pagati 120 euro». Ma la fortuna è un caso perché, di solito, dall’immondizia si pesca soltanto immondizia. Che nessuno vuole.

Youssef mostra il suo permesso di soggiorno: «È valido fino al 2017», assicura lui che vorrebbe una casa. Invece, intorno a sé ha solo il degrado di una struttura imponente e abbandonata tra infissi devastati dai vandali e pareti imbrattate. Sì perché la Stella Maris è un campo aperto: il brandello di una recinzione è spalancato, le porte sono aperte, gli ingressi, prima murati, adesso non lo sono più: chiunque a ogni ora del giorno e della notte può entrare alla Stella Maris. E Youssef racconta: «Tutte le notti ci sono dei ragazzi, bravi ragazzi con le facce pulite, che vengono qui a passeggiare, giocare e scrivere sui muri. Io li saluto e loro contraccambiano. Ma non mi danno fastidio, non mi dicono niente: io non so perché vengono qui». In un bagno ci sono anche delle siringhe, una è poggiata sul lavandino vicino a una penna usb: «Io non uso quella roba», dice Youssef riferendosi alla droga, «qui ogni giorno è un è viavai di gente che entra ed esce». E sarà così ancora per tanto tempo: per ultimare l’incompiuta della riviera ci sarebbe bisogno di 2,8 milioni di euro ma, per ora, questi fondi non ci sono. E l’ultima beffa per Montesilvano è che la Regione Abruzzo ha dirottato i fondi del ponte del Cielo di Pescara, un’opera ormai bocciata, al completamento del teatro Michetti sempre a Pescara.

Costruita in 9 mesi e inaugurata il 10 settembre del 1939, la Stella Maris è un cantiere dal 2004: 11 anni e neanche una certezza. Dal 2004 a oggi sono stati spesi quasi 1,5 milioni di euro per i primi 3 lotti dei lavori. Lavori sprecati, come quelli agli infissi viste le condizioni in cui si trovano ora.

Secondo un decreto di Antonio Di Marco, presidente Pd della Provincia di Pescara – la Provincia è titolare dell’edificio – costerà 2,8 milioni di euro finire la Stella Maris. Anche se non c’è alcuna certezza sulla destinazione e i costi potrebbero aumentare in corso d’opera. Finora, la Regione ha concesso un milione di euro (fondi Pain) il 29 maggio scorso e il progetto preliminare – una bozza – con il piano degli interventi da fare è stato approvato quasi 5 mesi dopo, il 19 ottobre.

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