Iole, maestra di ferro riabbraccia le allieve cinquant’anni dopo

Legge l’articolo sulla rimpatriata della classe licenziata nel ’68 e organizza un incontro a casa. Ad aprile festeggerà 100 anni
PESCARA. Ha visto la sua classe riunita per festeggiare i 50 anni dal conseguimento della licenza elementare sulle pagine del Centro, e subito ha contattato una conoscente di Spoltore per rintracciare una delle sue allieve che frequentavano la scuola elementare di Spoltore, ora primaria “B. Del Nunzio”.
E grazie al Centro, ieri pomeriggio Iole Lattanzio in Di Bartolomeo, maestra elementare forgiata con il ferro degli anni di guerra e della ricostruzione in un Abruzzo ancora selvaggio, 100 anni il prossimo 24 aprile, ha potuto riabbracciare 14 delle 16 ex allieve che si erano riunite a dicembre scorso. Un incontro emozionante, soprattutto per la lucidità e la passione con le quali la maestra Iole ha riconosciuto e ricordato i particolari di quella classe esemplare. Un incontro che si è svolto nell’abitazione della maestra, andata in pensione a 77 anni, ma che ha sempre svolto una vita sociale intensa grazie all’associazione dell’istituto comprensivo Tinozzi e che fino a 94 anni ha guidato l’automobile, «fino a quando mio figlio non me l’ha tolta», ha sottolineato.
Le attivissime sessantenni hanno abbracciato la loro maestra senza lesinare lacrime e abbracci. Iole Di Bartolomeo ha abbracciato una a una le sue allieve, le ha baciate e le ha fatte accomodare in salotto, ricordando insieme a ognuna di esse alcuni particolari legati al 1968, anno della licenza. «Vi ho tenute dalla prima alla quinta, ed ero molto orgogliosa di voi», ha detto la maestra. Tra le sue braccia sono sfilate Anna Di Norscia, Franca Di Paoloemilio, Manuela Pettinella, Patrizia Di Michele, Elisabetta Di Federico, Luciana De Leonardis, Luciana De Amicis, Nicla Di Tommaso, Antonella Brancato, Graziella Giuliani, Carmelina Di Giosaffatte, Mara De Leonardis e Patrizia Pierfelice.
«Silvia Agostinone ci raggiungerà più tardi, mentre Maria Luisa Rapacchietta e Gilda Di Luca sono bloccate a casa per un piccolo incidente e l’influenza», hanno immediatamente “giustificato” le assenze le compagne di classe.
«Ho insegnato 19 anni a Spoltore, e devo dire che inizialmente ero pentita di aver scelto Pescara», prende a raccontare la maestra. «Prima di arrivare a Spoltore nel 1941 ho insegnato a Schiavi d’Abruzzo, oggi si direbbe come precaria, poi a Pescosansonesco, a Sulmona e a Popoli. Mi sono diplomata nel 1938 in Toscana, dove vivevo con la famiglia, ed effettuai subito il concorso ma non c’erano posti disponibili. La guerra doveva ancora arrivare. Mio padre è morto nel 1933 lasciando mia madre con tre figli, quindi io volevo subito rendermi utile con il lavoro. Presi il diploma di Crocerossina e quello di educazione fisica a Roma, e poi ritentai il concorso e trovai posto in Abruzzo, ma non come effettiva. Per due anni la scuola non si è fatta a causa della guerra, dopodichè fui spostata a Pescosansonesco. Ogni giorno facevo 7 chilometri e mezzo a piedi per raggiungere la scuola di Pesco Littorio, dove avevo una classe unica di 92 alunni formata da ragazzi di prima, seconda e terza elementare. Nella grande aula non c’erano abbastanza sedie, e i bambini erano seduti a terra, anche dietro e attorno alla mia cattedra. Fu un’esperienza tremenda, e alla fine convinsi la direzione a dividere in tre le classi; io avrei fatto due ore al giorno per ogni classe, lavorando sei ore al giorno invece di quattro. Nessuno mi pagò mai quello straordinario, ma i ragazzi ricevettero una buona istruzione!». Della maestra Iole si ricordano ancora tanti ex allievi, che ancora oggi vanno a trovarla per scambiare quattro chiacchiere con lei.
Il momento più emozionante dell’incontro di ieri è stato quando le allieve hanno consegnato il regalo alla maestra: una cornice d’argento con la foto della sua classe quinta. Iole Di Bartolomeo non ha trattenuto le lacrime: «Non mi era mai capitato in questi anni di ritrovarmi insieme con una classe intera». Quindi il commiato al giornalista: «Ora vorrei stare con le mie ragazze.... abbiamo tante cose nostre da raccontarci...».

