Iozzi, Biozzi, Triozzi Quando un’amante fa cambiare il nome

Famiglia pennese rintraccia tutti i parenti dopo 38 anni Oggi in 100 s’incontrano a Farindola e si scambiano lo stemma
PESCARA. Più che un pallino è diventata una missione. Dal 1977 Robert Triozzi, nato in America ma originario di Penne e da 34 anni in Italia, si è messo in mente di scavare nel proprio passato per scoprire le origini della sua famiglia. La ricerca si è ampliata sempre più, al punto che quest’uomo è andato perfino oltre l’albero genealogico e ha costruito una sorta di leggenda. Grazie ai social network Triozzi, che nella vita è comandante del programma di sviluppo dei vigili del fuoco (una Ong dei vigili sotto l’egida delle Nazioni Unite), ha messo insieme un centinaio di famiglie tra Italia, Argentina, Brasile, Ohio e Pennsylvania, tutte riconducibili allo stesso nome. Molte di queste persone si ritroveranno oggi alla trattoria “Lu Strego” di Farindola per una maxi riunione di famiglia che servirà a conoscersi ma anche ad approfondire ulteriormente questa ricerca, i cui contorni appaiono un po’ bizzarri.
L’ipotesi è che l'origine di tutto sia da rintracciare nel '600, all'epoca di un marchese o forse un conte, tale Iozzi, del quale non si conosce il nome di battesimo, che avrebbe avuto una moglie e due amanti. I figli nati fuori dal matrimonio li avrebbe registrati con cognomi diversi dal suo: Biozzi per quelli riconducibili alla sua seconda donna (e contraddistinti dall’iniziale B del cognome) e Triozzi per i figli della sua terza donna (ecco perché l’iniziale Tr, davanti a Iozzi).
Di questa dinasty dell'area vestina se ne saprà di più oggi, al termine del pranzo che prenderà il via alle 12, ma il regista della ricerca anticipa la sorpresa che ha in serbo per i commensali e ricorda come è arrivato a questo punto.
«Ho cominciato da solo, questa avventura, nel 1977, quando non c’era internet e, quindi, non c’era Facebook. Volevo avere un ricordo di mio nonno, emigrato in America (i fratelli, invece, sono emigrati in Belgio e a Vercelli). Ho chiesto l'atto di nascita all'anagrafe di Penne, ho scoperto i nomi dei suoi genitori e poi, parlando con alcuni anziani componenti della famiglia, ho cominciato ad allargare il quadro e ho passato la palla a mio cugino Carlo, che oggi non c'è più. Ha consultato gli elenchi telefonici e scoperto dei Triozzi in Puglia che avevano origini pennesi ed è andata avanti così fino all'esplosione dei social. Ora è tutto più facile e ogni volta che trovo un Triozzi lo contatto e chiedo informazioni. Anche altri, tra cui Lucia di Montesilvano (artefice del pranzo), Natalino di Penne e Pietro, pugliese, si sono dedicati con impegno a questa ricerca e hanno trovato circa 60 famiglie di Biozzi e Iozzi nel mondo, originarie di Penne.
Dove avete localizzato i vostri parenti?
In Italia siamo 70 famiglie tra Abruzzo, Lazio, Puglia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, e abbiamo tutti un legame con Penne. Altri Triozzi sono a New York, in Ohio, Pennyslvania, Argentina e Brasile, e sono altre 30 famiglie.
Vi siete mai visti tutti insieme?
Abbiamo fatto una prova l'anno scorso nella zona di Collecorvino ma è stata solo una anteprima ed eravamo meno persone. Quello di Farindola è il primo vero raduno e arrivano per l’occasione anche dall’Ohio.
Chi è il più anziano? E il più giovane?
Il più anziano è Natalino, classe 1937, che vive a Penne, e con lui ci sono Roberto Triozzi e poi altri ancora che però fanno parte della famiglia allargata e non sono parenti stretti. L'anno scorso c'era un bambino di 2 o 3 anni ma nel frattempo dovrebbe esserne nato un altro.
Vi conoscete tutti? E come comunicate tra voi?
No, non ci conosciamo tutti, anzi. Abbiamo creato un gruppo per dialogare su Facebook, “Triozzi nel mondo”.
E per chi non ci sarà?
Abbiamo pensato anche a questo e faremo un collegamento via Skype con il Belgio, gli Usa, l'Argentina e il Brasile.
In che lingua parlate?
Eh... gli americani parlano solo inglese, i sudamericani lo spagnolo o il portoghese maccheronico, e con loro è più semplice perché io mi difendo bene con lo spagnolo.
Che mangerete oggi?
Tutti piatti abruzzesi e, ovviamente, gli arrosticini.
Qual è la sorpresa di oggi?
Ho creato uno stemma araldico dei Triozzi, usando la cartina dell'Abruzzo. Una cosa scherzosa, realizzata con i colori bianco e rosso, che sono i colori del Penne Calcio. L’immagine è spaccata in due, in diagonale: da una parte ci sono due conche, da una parte una. E così tra Iozzi e Biozzi si completa il quadro. Ho stampato lo stemma su un centinaio di magliette e ognuno dei partecipanti al pranzo avrà la sua.
Ma quella di Iozzi e delle sue amanti è solo una leggenda?
Per ora sì, ma è vero che siamo tutti imparentati e man mano che andiamo avanti nella nostra ricerca potremmo scoprire che questa storia è vera. Non c'è niente, fino ad oggi, che ci dica il contrario. Ora stiamo andando avanti e stiamo facendo delle interviste anche in Toscana.
Cosa vi unisce?
Chiunque è stato contattato in questi anni si è fatto coinvolgere e ha cominciato a fare delle ricerche per sapere qualcosa in più sulle nostre origini. Quindi c'è la voglia pazzesca di scoprire altro e dopo il pranzo sapremo meglio come sono andate le cose.
Cosa vi piace dell’area vestina?
Sentiamo forte il legame con questa terra, anche se qualcuno non c’è mai stato. Le nostre radici sono queste....
Sapete il dialetto?
Oddio... prima sì. Mo mi sono dimenticato tutto.
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