Ironman, che festa: 30mila presenze A Pescara altri 2 anni

16 Giugno 2016

Positivo il bilancio degli organizzatori: vento e pioggia ci hanno penalizzato, ma il pubblico ha risposto lo stesso

PESCARA. L'Ironman 70.3 Italy anche nei prossimi due anni si disputerà a Pescara in virtù dell’accordo triennale stipulato lo scorso anno. A distanza di 48 ore dal weekend dedicato al triathlon (sesta edizione consecutiva) gli organizzatori tracciano un bilancio di un’edizione “azzoppata” da pioggia e maltempo, tanto da far saltare la frazione di nuoto.

Qual è il bilancio dell'edizione 2016?

«Da una parte c’è la contentezza per non aver avuto problemi con la sicurezza degli atleti, che rimane la nostra priorità assoluta; dall’altra, l’amarezza di aver dovuto rinunciare alla prova nuoto, con la consapevolezza di aver deluso tanti iscritti. Il fermento dello scorso week-end è stato un bene non solo per gli atleti, ma anche per la città, che ha visto strade e piazze animarsi di persone provenienti da tutto il mondo e ha potuto mettersi in mostra su un palcoscenico internazionale, grazie alla presenza di giornalisti e tv, tra cui Sky, che ha realizzato uno speciale sull’evento».

Lo spostamento sul lungomare sud della prova di nuoto e delle zone cambio ha creato più disagi o vantaggi?

«Ha permesso di conoscere un’altra parte di Pescara a nostro avviso molto bella e di includere nel percorso di gara il Ponte del mare, simbolo indiscusso della città. Inoltre, il centro non è stato congestionato dalla zona cambio, come richiesto da diversi esercenti».

La decisione della Capitaneria di annullare la prova di nuoto ha creato problemi organizzativi e lamentele da parte degli atleti. Era inevitabile?

«La sospensione era inevitabile. C’è stato un cambio repentino del tempo con veloci raffiche di vento freddo, che hanno creato forti correnti in acqua. L’autorità competente non era più in grado di garantire la sicurezza degli atleti e ha sospeso la prova: una decisione che abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere in pieno. Qualunque piano B, in condizioni di questo tipo non avrebbe soddisfatto».

Quest'anno il numero di atleti iscritti è sceso rispetto al passato?

«In totale il numero degli atleti tra 5i50 e Ironman 70.3 è aumentato. Non dimentichiamo gli eventi collaterali come la Night Run (che ha raggiunto i 400 iscritti) e l’IronKids, quest’anno sold-out con circa 300 piccoli atleti».

Per le strade si è visto meno pubblico. Il maltempo e la divisione tra riviera nord e lungomare sud hanno inciso?

«Non c’era meno pubblico, era semplicemente distribuito su un campo gara molto più ampio e il tempo non ha sicuramente giovato. Siamo convinti che dopo 6 anni Pescara e i suoi abitanti tengano a questo evento quasi quanto noi organizzatori».

A livello organizzativo è stato più complicato anche gestire le strade con la suddivisione in due aree?

«Sì, a livello logistico-organizzativo è stato più complicato e macchinoso».

Le istituzioni possono fare di più per agevolare la vostra manifestazione?

«Si può fare sempre di più, ma le istituzioni in questa edizione ci hanno dato un grande supporto».

Che voto date, agli amministratori per la logistica, e al pubblico?

«Abbiamo superato il tempo delle pagelle da un po’, purtroppo. Ribadiamo che il sostegno della città di Pescara è stato fondamentale per la riuscita dell’evento e siamo convinti che il pubblico abbia imparato a convivere e, ci piace pensare, anche ad amare questa manifestazione».

Che stima avete sull'affluenza di pubblico?

«Malgrado la pioggia e il vento abbiamo registrato presenze vicine a quelle delle scorse edizioni, 25-30mila. Il calore dei pescaresi, in particolare, è sempre molto forte, forse perché loro più di tutti conoscono il ruolo che un evento di respiro internazionale come IronMan gioca nella promozione turistica del nostro splendido territorio».

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