«Irregolarità nel progetto ex Fea»

9 Novembre 2018

Delfino: esposto in procura contro la realizzazione di un ristorante

PESCARA. Dopo le aree di risulta, l’ex deputato Raffaele Delfino ha presentato un esposto alla procura della Repubblica anche per il progetto dell’ex Fea.
Progetto, presentato nelle settimane scorse dalla Regione, proprietaria dell’immobile, che prevede un intervento innovativo per ristrutturarlo con l'obiettivo di creare a Pescara un nuovo spazio d'incontro fra l'arte, l'alimentazione e le persone. L'idea è quella di realizzare un modello simile a Eataly, progettato dall'imprenditore Oscar Farinetti.
Ma l’ex deputato sostiene che si stia svendendo l’immobile. Per questo ha ripercorso la storia degli ultimi anni. «Il 30 agosto 2016», è scritto nell’esposto, «è stato approvato lo schema di avviso per una “Indagine esplorativa finalizzata all'acquisizione di manifestazioni di interesse per la valorizzazione, mediante concessione in uso gratuito del complesso immobiliare denominato ex Fea”. Conclusasi negativamente tale indagine, la giunta regionale, con censurabile uso del potere delibera l'assegnazione a soggetti qualificati del diritto di utilizzare l'immobile anche a fini economici per un periodo determinato di tempo a fronte della sua riqualificazione, riconversione funzionale e manutenzione ordinaria e straordinaria sempre per il potenziamento culturale, sociale e turistico della città di Pescara. Deliberazione che si concretizza con il progetto di riqualificazione presentato dal presidente vicario della Regione Giovanni Lolli, con il segretario particolare Enzo Del Vecchio, il vice sindaco Antonio Blasioli, Erman Bolsoni presidente di Efc-Consorzio costruttori di Reggio Emilia aggiudicatario della gara». «A breve dunque», prosegue il documento, «la stipula del contratto per l'avvio dei lavori che dovranno essere terminati in 3 anni, per 49 anni di concessione. L'area è destinata a ristorante, mercato alimentare, offerte enogastronomiche locali e regionali. Allarma la disinvoltura con la quale i responsabili istituzionali del territorio operino contro l'interesse delle attività di ristorazione degli stabilimenti balneari che risulterebbero gravemente danneggiati dalla nuova iniziativa. Iniziativa che nulla ha a che fare con il mare e che minerebbe la loro sopravvivenza. L’area ex Fea doveva avere una diversa destinazione urbanistica nel Prg, cioè a verde pubblico. Ma non risultano iniziative per un iter di variante al Prg».
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