Isolamento o quarantena Covid: duemila persone bloccate in casa

11 Dicembre 2021

Secondo gli ultimi dati dell’ufficio Igiene ci sono 737 positivi e 1.038 che hanno avuto contatti a rischio  E ieri altri 84 contagi. Per le cure domiciliari ci sono 24 medici delle unità di continuità assistenziale

PESCARA. Sono attualmente 737 le persone risultate positive al Covid, domiciliate in provincia di Pescara e poste in isolamento domiciliare.
Per altre 1.038 persone è stata predisposta la quarantena, sempre nella propria abitazione: queste risultano essere sotto controllo dopo essere state a stretto contatto con soggetti positivi al coronavirus.
Lo stesso provvedimento di quarantena è stato disposto dall’azienda sanitaria anche per 32 classi delle scuole di ogni ordine e grado di Pescara. Sono complessivamente oltre 2mila i soggetti tenuti sotto controllo, a vario titolo, dai medici delle Usca, unità speciali di continuità assistenziale, le cui funzioni sono principalmente rivolte alle cure a domicilio per pazienti Covid (dimessi dalle strutture ospedaliere o mai ricoverati) con bisogni di assistenza compatibili con la permanenza a casa e per la cura di pazienti con sintomatologia clinica sospetta per coronavirus.
Con la risalita dei contagi (ieri 84 in provincia di Pescara) e i continui appelli degli esperti a tenere alta la guardia soprattutto in vista delle festività natalizie, sono dati che fanno riflettere quelli forniti dall’unità di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica dell’azienda sanitaria pescarese che si occupa anche del monitoraggio dei pazienti ristretti nei propri domicili, attraverso i controlli delle unità Usca che svolgono le attività sanitarie direttamente nelle abitazioni dei pazienti, su segnalazione dei medici di medicina generale.
Le sedi Usca della Asl si trovano a Pescara, Penne, Scafa e Cepagatti (in totale 26 su territorio regionale) e complessivamente le unità operative sono composte da 24 medici di varie specializzazioni.
«Le Usca», spiega Ildo Polidoro, a capo del dipartimento di Prevenzione della Asl, «vengono attivate dai medici di famiglia nel momento in cui ricevono la segnalazione di presunta positività». I pazienti contattano i medici e riferiscono i sintomi riportati, prevalentemente febbre, mal di gola, successivamente perdite del gusto e dell’olfatto. Con queste informazioni, il medico curante, o pediatra di libera scelta, elabora (o meno) una diagnosi di positività da Covid. A questo punto è il medico dell’unità speciale di continuità assistenziale «che si mette immediatamente in contatto con la persona o la famiglia segnalata dal medico di base, e una squadra di operatori si reca subito al domicilio del paziente, nel rispetto dei protocolli di sicurezza».
In quel contesto, i sanitari Usca «provvedono a visitare il paziente», spiega Polidoro, «eseguono controlli sulla saturazione dell’ossigeno e anche una ecografia polmonare (nel febbraio scorso l’assessorato regionale alla Sanità, guidato da Nicoletta Verì, ha dotato le Usca di trenta ecografi polmonari portatili per potenziare il servizio di assistenza domiciliare ndr) con un apparecchio, e inseriscono il soggetto in un programma di controllo che include visite domiciliari e monitoraggi telefonici anche più volte al giorno».
Se durante la visita il quadro clinico del paziente «si presenta particolarmente grave», precisa il direttore del dipartimento di Prevenzione Asl, «si avvia, a domicilio, la terapia monoclonale» solitamente riservata ai pazienti ricoverati in condizioni critiche nella Terapia intensiva del Covid hospital.
I medici delle Usca sono operativi sette giorni su sette, solitamente dalle 8 alle 20 con possibilità di interventi eccezionali sul territorio. Le unità operative Usca operano sulla base di una serie di parametri valutati sulla base di una tabella specifica in dotazione ai sanitari, dal cui incrocio dei dati si ottiene un coefficiente che sarà utilizzato per stabilire i passaggi dei controlli successivi. In caso di avvio al percorso Covid, il paziente sarà sottoposto a una serie di esami diagnostici, tra i quali la Tac toracica, la valutazione dell’ossimetria, l’emocromo, l’assetto epatico, gli esami cardiologici, sierologici e i tamponi molecolari.