Istituto Volta, termosifoni rotti E i ragazzi scatenano la protesta

Una finestra rotta, l’allarme antincendio attivato e rifiuti gettati per i corridoi tra urla e bestemmie La preside Lentinio: «Faremo un’indagine interna e prenderemo provvedimenti per i responsabili»
PESCARA. Una finestra rotta, l’allarme antincendio fatto suonare per due volte, urla, fischi, bestemmie, rifiuti gettati per i corridoi. È la pesante protesta andata in scena ieri all’istituto d’istruzione superiore Volta. Circa 300 studenti, degli oltre 1.700 che frequentano la scuola superiore più popolosa di Pescara, hanno messo in atto una manifestazione che però è degenerata.
Tutto è cominciato per un guasto al sistema di riscaldamento. Da lunedì mattina la comunità scolastica si è ritrovata all’addiaccio, con i termosifoni non funzionanti. La scuola ha immediatamente allertato la Provincia che ha fatto subito un sopralluogo, individuato il problema e fatto partire l’intervento di riparazione. L’ondata gelida di maltempo di questi giorni non ha aiutato. Un disagio notevole per gli studenti che hanno deciso di manifestare, salvo poi andare oltre i limiti e danneggiare alcuni ambienti scolastici.
«Da lunedì siamo senza riscaldamento, perché, da quello che ci è stato detto, sono state trovate delle perdite alla caldaia generale. La Provincia e la presidenza si sono subito attivate», spiega Simone Triozzi, rappresentante d’istituto. La scuola avrebbe anche concesso ai ragazzi che non fossero riusciti a sopportare la situazione di disagio, di assentarsi, tenendo conto della motivazione ai fini dello scrutinio finale. «Molti studenti hanno ritenuto ingiusto fare un’assenza per una causa esterna», specifica il rappresentante, «anche alla luce della normativa che stabilisce che nelle scuole la temperatura deve stare tra i 18 e i 22 gradi. E così hanno deciso di manifestare. Solo che alcuni hanno approfittato e la situazione è degenerata».
Al ritmo del coro da stadio, riadattato alla causa, «Noi vogliamo i termosifoni», 300 studenti circa, dopo la ricreazione, si sono radunati sotto la palazzina della presidenza. Dopo una prima fase tranquilla, la protesta pacifica è diventata un assalto al corridoio sopraelevato che unisce le sei palazzine della scuola, con lo sfondamento di una finestra, dei cassonetti e l’attivazione dell'allarme antincendio. Dopo il suono della sirena per la seconda volta, molti ragazzi sono rientrati, facendo stoppare la manifestazione.
«Nessuna rivolta», precisa la dirigente Maria Pia Lentinio. «Alcuni studenti avevano freddo e attorno alle 11 hanno deciso di uscire dalle aule. Poi qualche ragazzo sarà sfuggito al controllo e hanno rotto un vetro. Ora ci comporteremo come sempre. Faremo un’indagine interna e prenderemo provvedimenti disciplinari per i responsabili. La Provincia è intervenuta tempestivamente e già domani (oggi per chi legge, ndc) il problema sarà risolto».

