Italia nostra boccia le idee del Comune per la riqualificazione dell’area di risulta

«La sezione pescarese di Italia nostra esprime in un proprio documento la contrarietà all’impostazione che l’amministrazione comunale cittadina ha voluto dare alla progettazione delle aree di risulta...
«La sezione pescarese di Italia nostra esprime in un proprio documento la contrarietà all’impostazione che l’amministrazione comunale cittadina ha voluto dare alla progettazione delle aree di risulta degli impianti ferroviari». È quanto scrive in una nota il presidente dell’associazione Domenico Valente (nella foto). «Italia nostra», spiega, «rileva che il progetto manca della dovuta ambizione, per un’occasione attesa da decenni ed intorno alla quale con nettezza la cittadinanza aveva espresso l’indirizzo di creare un grande parco centrale». «Chiediamo di non consentire interventi irreversibili, che segnerebbero negativamente il destino dell’area», fa presente il presidente dell’associazione, «pertanto chiediamo l’eliminazione della quota di edifici residenziali; l’eliminazione o il massimo ridimensionamento dei silos fuori terra, subordinandone la quota di realizzazione ad un modello di mobilità che privilegi il trasporto pubblico e lo stazionamento del maggior numero di autoveicoli sui parcheggi periferici di scambio; la risoluzione del rapporto tra grande servizio culturale e parco che, oltre a determinare una negativa situazione di attesa ed indeterminatezza, influisce negativamente anche sulla futura progettazione definitiva dell’area; l’assunzione di una decisa iniziativa verso le Ferrovie per mettere in un circuito virtuoso le notevoli superfici non utilizzate della stazione ferroviaria; il coinvolgimento di via Ferrari e delle aree adiacenti nel processo di riqualificazione; la ricalibrazione delle zone verdi in termini quantitativi e qualitativi e la limitazione del previsto traffico di attraversamento dell’area e delle estese pertinenze ferroviarie previste». «Italia nostra», conclude Valente, «auspica un radicale ripensamento, nella direzione di un progetto più ambizioso ma modulato per parti, a partire dal finanziamento disponibile e che sia implementabile con nuove risorse pubbliche (ed anche private, ma compatibili) delineando una strategia che non smarrisca le aspettative espresse dai cittadini».

