Jennifer picchiata prima delle coltellate

4 Dicembre 2016

Nelle prossime ore sopralluogo dei Ris nella villetta del massacro

PESCARA. Prima le percosse, poi le coltellate. Jennifer Sterlecchini, 26 anni, è morta così per mano del fidanzato 32enne, Davide Troilo, che l’ha aggredita mentre lei stava andando via per sempre dall’appartamento in cui vivevano insieme, in via Acquatorbida, al civico 31. Mentre la giovane commessa stava abbandonando l’alloggio con le sue cose, al primo piano di una palazzina gialla, lui l’ha colpita più volte con un coltello, facendo di lei la vittima numero 117 dei femminicidi avvenuti in Italia dall’inizio dell’anno.

Di certo, stando ad un primo esame del corpo di Jennifer, trovato in una pozza di sangue, i fendenti l’hanno trafitta al collo e all’addome ma solo l’autopsia chiarirà quante coltellate hanno raggiunto la giovane commessa, che ha chiesto aiuto disperatamente alla madre Fabiola, rimasta fuori casa perché Davide si è preoccupato di chiudere la porta di ingresso e l’ha riaperta solo successivamente, quando non c’era più niente da fare.

Le prime risposte sulle cause della morte della 26enne laureata in Lingue alla quale il fidanzato non voleva assolutamente rinunciare arriveranno agli investigatori martedì, quando il sostituto procuratore Silvia Santoro, che sta coordinando le indagini, affiderà l’incarico per l’autopsia al medico legale Ildo Polidoro. L’esame farà luce su tutti colpi inflitti alla vittima e su quelli che sono stati letali per Jennifer e questi elementi appaiono rilevanti soprattutto alla luce della ricostruzione di Troilo. Il 32enne, ricoverato in ospedale agli arresti con l’accusa di omicidio volontario, ha infatti sostenuto che Jennifer si sarebbe inflitta da sola la prima coltellata alla gola, mentre discutevano di un computer e un tablet, e avrebbe detto che non aveva più senso vivere in quelle condizioni. Quel colpo, ha detto ancora alla Santoro alla presenza del suo difensore, Davide Antonioli, ha causato uno spruzzo di sangue e solo dopo lui avrebbe afferrato un coltello e si sarebbe dapprima colpito e poi avrebbe accoltellato la giovane, raggiungendola sia al collo, in profondità, che altrove.

Sempre martedì si svolgerà un altro accertamento disposto dalla Procura sul materiale sequestrato dopo l’omicidio e cioè il cellulare di Troilo, lo stesso utilizzato per scambiare una serie di messaggi con la ragazza in vista del trasloco, e poi il tablet e il computer che la coppia condivideva e che sarebbero stati oggetto del diverbio scoppiato prima della morte della giovane.

Le risposte che arriveranno da queste attività sono tasselli fondamentali nella ricostruzione dei fatti su cui stanno lavorando da venerdì i carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal maggiore Massimiliano Di Pietro, i cui rilievi nell’appartamento sono partiti subito dopo il delitto e andati avanti per ore. Per i prossimi giorni, poi, è atteso anche l’intervento degli uomini del Ris, che arriveranno in città per esaminare la scena del crimine e fornire altri elementi utili a chiarire come sono andate le cose tra Davide e Jennifer e come si sono mossi i due.

Altre risposte, invece, sono state fornite dai testimoni e da chi aveva rapporti con la coppia e sapeva come andava la storia tra i due, fidanzati da tre anni ma in crisi già da un anno, quando la commessa (che in passato ha lavorato come barista) si è allontanata dal fidanzato per poi tornare con lui. Il ritratto che emerge di Troilo (che ha avuto una precedente relazione da cui è nato un figlio, per poi separarsi) è quello di un uomo possessivo e anche aggressivo, sebbene non sarebbero emersi particolari episodi di violenza nei confronti di Jennifer. Nelle prossime ore, probabilmente domani, l’uimo lascerà l’ospedale per essere trasferito in carcere, dove sarà interrogato dal gip Antonella Di Carlo.

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