Josa Gun, il rapper montesilvanese che spopola sul web

MONTESILVANO. Raccontare e far conoscere Pescara e il suo territorio fuori dall’Abruzzo. Questo l’obiettivo della musica di Josa Gun, nome d’arte di Giovanni Santilli, rapper trentunenne nato a...
MONTESILVANO. Raccontare e far conoscere Pescara e il suo territorio fuori dall’Abruzzo. Questo l’obiettivo della musica di Josa Gun, nome d’arte di Giovanni Santilli, rapper trentunenne nato a Campobasso ma montesilvanese di adozione visto che arrivò in città per frequentare la prima elementare. Da più di dieci anni scrive canzoni, ma la passione per la musica, e in particolare per il rap, ce l’ha nel sangue da piccolissimo.
A farlo avvicinare a questo genere furono i primi gruppi rap italiani, come i Sottotono e gli Articolo 31, ma i pescaresi Costa Nostra lo folgorarono.
Dieci anni fa, nel 2005, anche la finale al concorso nazionale di freestyle “2 The Beat”. Tutti i video dei suoi pezzi, compreso l'ultimo “Lettera a San Donato” (che parla di una missiva inviata a un detenuto del carcere pescarese) ottengono migliaia di visualizzazioni su youtube.
«Prima far girare il disco era più complicato», spiega Josa Gun, «adesso basta caricare su internet e se il video diventa virale fai moltissimi click». L’ultimo album, “Santo Peccatore”, risale al 2013, ma quello nuovo è in fase di lavorazione e l’uscita è prevista a primavera. L’aspetto particolare della musica di Josa Gun (che per tanti anni in età adolescenziale fece soprattutto improvvisazione con il freestyle senza scrivere canzoni) è che sono tutte autoproduzioni locali, compresi gli attori che partecipano ai video e gli operatori che si occupano delle riprese, proprio perché lo spirito è di raccontare la realtà attraverso i versi della musica rap. «Finire il disco nuovo», conclude Josa Gun, «e riuscire a trasformare questa passione nel mio lavoro sono i miei obiettivi. L'importante sarebbe trovare un’etichetta, ma le case discografiche non scommettono come fanno negli Stati Uniti, cercano solo cantanti già conosciuti».
Loris Zamparelli
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