Jovanotti, riviera invasa dai Tir Sicurezza: pronte 15 vie di fuga

31 Agosto 2019

Sbarcati in città i primi autoarticolati carichi di generatori e transenne. Al via il montaggio del palco Steso l’asfalto tra i cordoli che delimitano le uscite dal mare. Parcheggi per disabili in via Bocca di Valle 

MONTESILVANO. Con i loro carichi di generatori di corrente elettrica, transenne, barriere e blocchi di cemento per delimitare l’area party, i Tir di Jovanotti sbarcano a Montesilvano e invadono il tratto di litorale di viale Aldo Moro, tra via Marinelli e via Torrente Piomba, interdetto alla circolazione del traffico fino al 7 settembre, giorno del Jova beach party che trascinerà in città un esercito di 33mila fans del cantante romano.
Tra un ingresso e l’altro, all’altezza di via Marinelli, dei giganteschi autoarticolati, unitamente ai mezzi dei “service” locali, ieri mattina sulla spiaggia nelle vicinanze del lido Sabbia d’oro, è stato steso un pavimento rigido di lastre di alluminio e altro materiale, dove sarà issato il mastodontico palcoscenico che accoglierà Lorenzo Cherubini e la sua band. Oggi, i lavori di montaggio del palcoscenico proseguiranno e andranno avanti per qualche giorno.
Nel frattempo, si concluderanno anche gli interventi di posa dell’asfalto tra un cordolo e l’altro (spezzati lungo la pista ciclabile) che segneranno il limite delle «quindici vie di fuga di sei metri l’una» come informa Giuseppe Maggiore, responsabile dei Lavori pubblici del Comune. Gli operai delle ditte che si sono aggiudicate gli appalti, bollono insieme al bitume fumante a cause delle temperature meteo elevatissime, ma vanno veloci per finire i lavori nei tempi stabiliti.
Questo lo scenario ieri, tra mattina e primo pomeriggio, nel tratto chiuso al traffico regolamentare tra qualche lamentela di cittadini che vogliono per forza attraversare l’area interdetta ai pedoni e automobilisti incerti sulle direzioni da prendere. Agli incroci le hostess dell’organizzazione guidano gli automobilisti spaesati verso le strade interne della città in fibrillazione per l’evento. E gli steward (Alessandro Martella è il coordinatore della security nell’area party) hanno il loro bel daffare per spiegare ai cittadini che no, dentro l’area transennata non si può circolare per motivi di sicurezza. Per le varie direzioni si può attraversare la vicina pineta, dove ieri mattina si è svolto un sopralluogo del sindaco Ottavio De Martinis con il dirigente della questura Lucianna Colopi, per verificare le condizioni di chiusura dell’area verde nel giorno del concerto. Per ora, per recarsi da Sabbia d’oro a Bagni Bruno, a piedi o in bici, si può attraversare il marciapiede lato monte oppure camminare sul tratto di battigia più prossima al mare o, ancora, attraversare l’interno della pineta. Ci ha provato con le due ruote un turista di Torino, Leo Comberiati, che invita l’amministrazione alla realizzazione di uno scivolo all’ingresso della pineta, lato via Marinelli, laddove lo scalino di cemento «ostacola il passaggio di bici e carrozzini delle mamme». Prova a oltrepassare lo scalino Pasquale Menè, un papà con il bimbo nel passeggino. Fa le sue evoluzioni, ma riesce a superare il gradino. Con la riviera chiusa al passaggio delle auto, vendite giù all’edicola 205 di Adele Di Michele che si rassegna: «Oggi ho venduto poco, ma che possiamo fare?». Intanto dal Comune fanno sapere che l’area posteggio riservata ai disabili si trova in via Bocca di Valle, traversa di viale Aldo Moro. Il 5 settembre, i balneatori hanno l’obbligo di restituire l’area party sgomberata di ombrelloni e sdraio. Da liberare anche i campi sportivi che serviranno, questi ultimi, a ospitare gli ospedali da campo. Aperto, in via L’Aquila, il posto medico della Misericordia. Ieri di turno c’erano i volontari Debora D’Angelo della sede pescarese e Vittorio Pizzimenti della Croce verde di Montesilvano. Da lunedì, Pina Silvetti, titolare di Bagni Bruno, con la sorella Laura, smonterà i suoi 131 ombrelloni e 30 palme più le aree sportive. Il lido ospita i clienti dell’hotel Prestige. Antonio Evangelista e Giovanna Sinagra, di Napoli, prendono con filosofia il trasferimento da un lido all’altro: «Non ci fanno mancare nulla, dopo Montesilvano sarà più bella».
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