«Jovanotti? Spesi 8mila euro» L’assessore tira fuori i conti

8 Gennaio 2020

Accesa seduta della commissione Vigilanza sui soldi pubblici investiti per l’esibizione del cantante Pd e M5S incalzano: «Il bilancio non è esaustivo, soprattutto sui costi indiretti e le spese aggiuntive»

MONTESILVANO. Ammontano a circa 8mila euro i fondi impiegati dal Comune di Montesilvano per rendere possibile la tappa montesilvanese del Jova Beach Party. È quanto emerge dai dati illustrati ieri mattina dall’assessore al Bilancio Deborah Comardi che, insieme all’assessore Anthony Aliano, ha partecipato alla seduta della commissione Vigilanza convocata dal presidente Antonio Saccone (Pd) proprio per far luce sui costi affrontati dall’Ente per consentire lo svolgimento dell’evento.
Un concerto che ha portato sulla spiaggia di Montesilvano quasi 30mila persone ma che, come più volte evidenziato dalle forze di opposizione (Pd e M5S), è stato un evento privato a pagamento (costo del biglietto circa 60 euro).
È per questa ragione che i soldi pubblici investiti per l’organizzazione dello show da tempo sono al centro di polemiche all’interno di palazzo di città.
COMMISSIONE. Toni di voce alti ieri mattina, al quarto piano del municipio, dove il tema è tornato sui banchi della sala Tricolore su richiesta del Pd. Il presidente Saccone ha convocato l’assessore Comardi e il dirigente Ventrella – assente poiché in ferie – per chiedere qualche cifra in più rispetto a quelle snocciolate durante l’accesissima seduta dell’assemblea comunale di ottobre. Ancora una volta è stato l’assessore al Bilancio a fornire i numeri dell’evento, con il supporto di una relazione del dirigente Marco Scorrano con una serie di spese e relativi atti autorizzativi.
COSTI. Stando ai dati attualmente forniti, il Comune avrebbe sborsato circa 50.600 euro per una serie di interventi e risorse umane utili allo svolgimento dell’evento, soprattutto alla luce delle norme di sicurezza e prevenzione imposte dalla Prefettura. Nello specifico, si tratta di: 10 mila euro impiegati per il livello della sabbia; 28 mila euro circa per la predisposizione di bus navetta da, e per, i parcheggi previsti anche a Pescara; 4.240 euro per la predisposizione di vie di fuga (rimozione della siepe e del cordolo della pista ciclabile); 7.650 euro per il personale della polizia municipale e per quello tecnico/amministrativo impiegato per il Coc (Centro operativo comunale); 600 euro per i buoni pasto destinati al personale volontario.
ENTRATE. Non tutti i costi sostenuti, però, sono stati finanziati con risorse comunali. Al contrario, sarebbero meno di 10mila le risorse impiegate dall’Ente che, nell’organizzazione dell’evento, ha potuto contare su un sostanzioso contributo da parte della Regione, oltre che su sponsor privati, commercianti e partecipanti all’evento. Per il livellamento della sabbia, infatti, il Comune ha impiegato 10mila euro già stanziati in precedenza dalla Regione proprio per l’arenile, ai quali si è aggiunto un contributo di 25mila per spese di protezione civile, chiesto e ottenuto dal Comune, proprio per l’organizzazione del Jova Beach Party. A questi, sono andati ad aggiungersi 2.500 euro provenienti da sponsor privati, 2.600 euro dall’affitto di postazioni per truck food e 2mila euro dai parcheggi a pagamento.
OPPOSIZIONE. Ancora una volta, però, la minoranza si dichiara insoddisfatta dei dati forniti. «Ci saremmo aspettati un atteggiamento più serio e rispettoso nell’affrontare un tema che abbiamo sollevato da diverso tempo», commenta il Pd. «Il bilancio non è esaustivo». A detta del capogruppo Enzo Fidanza e dei consiglieri Antonio Saccone e Romina Di Costanzo, restano ancora da chiarire i costi indiretti, come quelli dedicati ai ripristini, l’impiego dei 25mila euro regionali, sul quale è stata presentata anche un’interrogazione dal consigliere regionale Pietro Smargiassi (M5S), e su quei costi rientranti in contratti già stipulati e dunque non conteggiati. A non convincere il Pd sono anche le spese aggiuntive per l’impiego degli agenti della polizia locale che, stando ai democratici, sarebbero dovute essere a carico dell’organizzatore dell’evento e non del Comune, come previsto dalla legge 26/2017.
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