Katia ritrovata dopo 17 ore

Cusciano, a due anni e mezzo si perde e passa la notte nel bosco: sta bene
MONTORIO. Diciassette ore nel bosco. Katia Adina Popa, a due anni e mezzo, ha vissuto la sua favola, come quelle che le racconta la mamma per farla addormentare. E per fortuna una favola a lieto fine.
La bambina romena è scomparsa, a Cusciano, al termine di un assolato pomeriggio di fine estate, trascorso con un amichetto di 4 anni, figlio di vicini di casa. L’ultimo a vederla è stato il signor Angelo che l’ha intravista inerpicarsi su una strada che porta al bosco, ma anche all’orto e al pollaio della famiglia. Un posto dove Katia andava spesso, per cui non si è preoccupato.
Dopo, più nulla. Alle 18 la mamma ha iniziato a chiamarla: nessuna risposta. Tutto il paese si è messo alla ricerca della piccola, inutilmente. Poco dopo le 19,30 la mamma ha chiamato il 113. La macchina dei soccorsi si è messa in moto immediatamente. Nella frazione a pochi chilometri da Montorio sono arrivati carabinieri, polizia, vigili del fuoco, Forestale, vigili urbani e tanti, tanti volontari. A coordinare tutto, il sostituto procuratore Davide Rosati, che non si è mosso da Cusciano fino a quando, poco prima delle 11,30 di ieri, la piccola è stata ritrovata.
Le ricerche sono state coordinate dai vigili del fuoco, come da protocollo. Presente anche il comandante della regione Abruzzo dei carabinieri, Claudio Quarta. In nottata le squadre hanno perlustrato i dintorni del paese, aiutati da torce e potenti fotocellule.
Carabinieri e polizia perquisivano le case, fra la massima collaborazione degli abitanti del paesello, che d’estate arriva a contare un centinaio di residenti. E fotografavano le targhe di tutti quelli accorsi sul posto. Questo perchè il rapimento era un’opzione, tanto che la procura ha aperto un fascicolo proprio su questa possibilità. Fascicolo destinato all’archiviazione.
E poi l’arrivo dei cani molecolari, in nottata e alle prime luci dell’alba: da Bari e Firenze quelli dei carabinieri, da Milano, Ancona e L'Aquila quelli del Soccorso alpino, a cui si somma quello dei vigili del fuoco di Teramo. E proprio i cani hanno puntato dritti verso l’orto e il pollaio, tanto di notte le ricerche si sono dirette soprattutto in quest’area. E’ stato controllato anche il cimitero. Ricerche notturne coadiuvate dall’elicottero della guardia costiera, dotato di un sistema di ricerca termica, che però ha sorvolato la zona in basso del paese: per ragioni di sicurezza non poteva avvicinarsi troppo alla montagna.
Ma la potente macchina dei soccorsi ha dispiegato la sua forza dall’alba. Un’ottantina di persone – basilari i volontari, dalla Croce rossa, alla Croce bianca, allo Smom, alle Gadit, alla Protezione civile di Teramo – suddivise in squadre, dotate di Gps, hanno battuto scientificamente i dintorni. La strada su cui era stata avvistata il giorno prima Katia a un certo punto si biforca: a destra si va all’orto, a sinistra verso il bosco. Qui sono stati trovati i fuseaux scuri della bimba e qui il cane molecolare del Cai ha fiutato una traccia. Fra i tanti soccorritori presenti in zona, un giovane volontario della Croce Bianca, Mauel Giusti, ha sentito il pianto della bambina. A trovare la piccola, poco dopo, ai margini dei piccolo tratturo nel bosco, a circa 700 metri da casa, è stato un barista di Montorio, Diego Di Felice che l’ha presa immediatamente in braccio. La bimba era nuda, si era spogliata perchè aveva fatto pipì ed è stata avvolta nella giacca di Massimiliano Contasti, uno dei volontari dell’Associazione nazionale polizia penitenziaria. E poi in una coperta termica. Tra le braccia del papà, Ben, rientrato nella notte dalla Romania, ha riabbracciato la mamma Elisabetta, tanto invocata durante la notte nel bosco. Scortata da un corteo di volontari, dal pm Rosati e dal sindaco di Montorio Gianni Di Centa, la bimba è stata portata all’ambulanza, fra tanta commozione e un infinito e liberatorio scroscio di applausi. Con l’ambulanza è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale di Teramo. Con lei, oltre ai genitori, anche Rosati. La piccola è stata visitata accuratamente: è in ottime condizioni. I medici hanno accertato anche che non ha subito violenze di alcun tipo. Per sicurezza stanotte è rimasta in ospedale in osservazione.
(ha collaborato
Catia Di Luigi)
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