L’Abruzzo cerca mille esperti Quali sono i lavori richiesti

Ingegneri, architetti, geologi, geometri e manager da reclutare subito per il Pnrr
PESCARA. I numeri parlano di 33mila pubbliche amministrazioni coinvolte, per 24mila professionisti da selezionare e di una durata di altri quattro anni del progetto. L’Abruzzo parte da quota mille: tanti sono gli esperti da reclutare per realizzare il Piano di ripresa e resilienza, semplificando e gestendo in tempi rapidi le procedure complesse.
I 250 miliardi del Pnrr avranno bisogno di specialisti e professionisti: architetti, ingegneri, geologi, geometri, avvocati, ragionieri e commercialisti ma anche nuove figure professionali con competenze da terzo millennio che viaggiano come la luce nell’universo del web. E non c’è un giorno in più da perdere considerando non solo le scadenze imposte dall’Europa ma soprattutto la dotazione di personale tecnico degli enti locali, in particolare dei Comuni, rimasta ferma a numeri di venti anni fa.
L’ESAME DI STATO.
Per il nuovo governo di Giorgia Meloni è un esame di maturità non facile da superare che si somma a tutte le altre sfide con scadenza a breve termine, a partire dal caro energia per le famiglie e le imprese.
La scommessa più grande è senza dubbio quella del Piano nazionale di ripresa e resilienza che, al pari del Superbonus o di altre misure contro la crisi, si trova a percorre una strada con molti ostacoli, primo fra tutti l’aumento esponenziale dei costi per le opere da realizzare. A più di 12 mesi dal via del maxi piano dell’Unione Europea, l’Italia e quindi l’Abruzzo hanno investito molto.
Nel primo caso, a livello nazionale sono state prodotte ben 63 riforme e predisposti 151 investimenti. Nel caso dell’Abruzzo, la partenza è stata molto veloce. La Regione infatti si è subito messo in moto dopo il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri per il reclutamento dei mille esperti per l’attuazione del Piano di ripresa. All’Abruzzo peraltro sono stati destinati 33 professionisti per un contributo pari a euro 10.551.000.
SPINTARELLA ADDIO.
Ma finora la complessa gestione dell’operazione-Pnrr ha messo a nudo quell’enorme problema di cui si accennava prima, ovvero una penalizzante carenza di esperti con competenze qualificate e specifiche negli organici delle amministrazioni pubbliche, in particolare negli enti comunali.
I nodi creati nel passato, neppure tanto remoto, sono arrivati al pettine.
Nodi generati dagli accessi al lavoro attraverso la politica della raccomandazione, per esempio, che oggi non può reggere il confronto con la meritocrazia e le competenze richieste per il Piano di ripresa e resilienza.
IL NUMERO CHIAVE.
Gli enti locali hanno infatti bisogno di figure professionali aggiornate in grado davvero di aiutare lo Stato a non perdere il treno europeo. Ma quanti sono in totale di esperti da reclutare in brevissimo tempo? E quali sono le qualifiche più richieste?
La risposta arriva dalla principale società di consulenza della Pubblica amministrazione, la Intellera Consulting, che ha fornito un rapporto completo ai ministeri che gestiscono le misure del Pnrr.
Abbiamo avuto la possibilità di visionare il report che, già nell’incipit, stima in 28mila esperti (quindi più di quelli previsti all’inizio) necessari, sia nel pubblico che privato, per gestire le procedure complesse del Pnrr che vede i Comuni italiani chiamati a “maneggiare” la bellezza di 90 miliardi di euro, con i vecchi organici e i ritardi che si stanno accumulando.
MISSIONE POSSIBILE.
Entriamo più nel dettaglio del Piano di ripresa per dire che attualmente è la cosiddetta Missione 2, che riguarda la rivoluzione verde e la transizione ecologica, a richiedere a livello nazionale il maggior numero di esperti da assumere: 3.500 posizioni aperte.
Al secondo posto c’è invece la Missione 1, che si occupa di digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo, che deve riempire 2.900 caselle.
LE SPECIALIZZAZIONI AL TOP.
Non parliamo per ora di lauree o altri titoli di studio ma di funzioni. Ai primi due posti tra le figure più ricercate per velocizzare la macchina del Pnrr ci sono gli esperti di project e program management, capaci in pratica di occuparsi di singoli progetti o di supervisionare un gruppo di progetti. Molto ricercati sono poi i professionisti con competenze tecnico-amministrative per gestire, monitorare, rendicontare e controllare gli investimenti.
È fondamentale inoltre conoscere i regolamenti Ue nazionali sugli appalti ed i contratti. Per quanto riguarda i progetti di grandi infrastrutture, la top ten delle competenze è guidata da chi sa gestire le procedure di selezioni nelle gare d’appalto e dai professionisti esperti in progetti di finanza (project financing). Per possedere queste capacità tecniche occorre quindi avere lauree o diplomi specifici. Parliamo nel dettaglio di esperti informatici, ingegneri, architetti, geologi, geometri e fisici.
Calandoci ancora di più nel quadro articolato del Pnrr possiamo dire che per quanto riguarda la Missione 1 le opportunità maggiori si prevedono per gli “scienziati dei dati”, a cominciare dai social media specialist, in grado di creare e gestire pagine web aziendali; oppure gli architetti d’impresa, capaci di armonizzare i settori di un’azienda progettando soluzioni comuni; o ancora i software architect, esperti nell’elaborazione di proposte che migliorano i sistemi informatici aziendali. Più tradizionali invece sono le competenze richieste per la Missione 2 dove occorrono ingegneri idraulici, civili, ambientali e gestionali. Ma tutto ciò è solo una parte del mondo nuovo che ci si spalanca davanti. In una regione che adesso deve correre lasciandosi alle spalle spintarelle e arrosticini.
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