L’Abruzzo “chiuso”, ma tanti fuorilegge

22 Marzo 2020

Primo week end con parchi interdetti e sport limitato. Sono migliaia le denunce in Italia. In settimana nuovi provvedimenti

PESCARA. Vecchi e nuovi divieti hanno stravolto la vita anche a centinaia di migliaia di abruzzesi. A quelli già in vigore – dai negozi chiusi alle attività sospese, fino ai divieti alla circolazione – se ne sono aggiunti degli altri. E, con ogni probabilità, ne arriveranno di nuovi in settimana – sollecitati da più parti, anche dal capo della polizia Franco Gabrielli – visto che resta elevato il numero di indisciplinati.
Soltanto l’altro ieri le forze di polizia hanno controllato 223.633 persone in Italia e 9.888 sono state denunciate, dato record da quando l’11 marzo sono iniziati i controlli, come riferito dal Viminale. Gli esercizi commerciali controllati sono stati 91.129, denunciati 104 esercenti e sospesa l’attività a 19. In totale per l’emergenza coronavirus, sono state controllate 1.650.644 persone dall’11 al 20 marzo, 70.973 quelle denunciate per mancato rispetto delle norme, 1.600 per attestazioni false.
Gli attuali provvedimenti sono in vigore fino a mercoledì prossimo; il 25 marzo è infatti la data di scadenza indicata nel decreto del presidente del consiglio. Sulla durata e l’entità delle misure si deciderà in base ai nuovi dati sul contagio.
Ricordiamo che sono sospese tutte le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per quelle di vendita di generi alimentari e di prima necessità (vedere l’elenco completo nell’infografico in alto). Restano chiusi, invece, tutti i mercati che vendono generi diversi dagli alimentari. Rimangono aperte le edicole, i tabaccai (facoltativo), le farmacie e le parafarmacie, le pompe di benzina. Possono continuare la loro attività lavorativa anche gli idraulici e i meccanici. Il decreto del governo dispone inoltre la sospensione di tutte le attività relative alla ristorazione: possono continuare ad operare solamente le mense e il catering continuativo su base contrattuale. I ristoratori possono organizzare servizi di consegna a domicilio. Bisogna evitare ogni spostamento dalla propria abitazione che non sia fatto per validi e comprovati motivi. Chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus ha il divieto assoluto di muoversi da casa. Si raccomanda di non uscire anche a chi ha qualche sintomo da infezione respiratoria e una febbre superiore a 37,5 gradi.
Da venerdì sera, inoltre, è arrivata una stretta sullo sport e i giochi e le attività all’aperto (nell’infografico a destra). I dati drammatici degli ultimi giorni e le fughe in avanti di Regioni e Comuni, nonché il pressing dei partiti, hanno spinto il governo a dare il via libera a un ulteriore giro di vite. Sono misure pensate per impedire «fughe all’aperto» nel weekend. Sono arrivate non con un nuovo Dpcm ma con un’ordinanza, firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza. È vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici. La misura vale per tutta Italia. Troppe persone a spasso: arriva perciò il divieto di svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto. Resta consentito fare, purché da soli, attività motoria nei pressi di casa, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona. Sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento di benzina. Possono restare aperti gli autogrill in autostrada ma vendendo solo prodotti da asporto. Restano aperti i bar di ospedali e aeroporti, con obbligo di assicurare il rispetto della distanza di almeno un metro. Per frenare i rischi di esodo verso le seconde case, il governo dispone dal venerdì al lunedì (compresi) il divieto di spostamento verso case diverse dalla principale. (r.rs.)