L’Abruzzo di ieri con le sue storie narrato da Chiarieri
PESCARA. Si viaggia dal Paleolitico all’Età romana alla scoperta di come era vissuta la religione in Abruzzo in quelle epoche lontane nel primo appuntamento, domani alle 17 all’Aurum, con la nuova...
PESCARA. Si viaggia dal Paleolitico all’Età romana alla scoperta di come era vissuta la religione in Abruzzo in quelle epoche lontane nel primo appuntamento, domani alle 17 all’Aurum, con la nuova stagione del ciclo di conferenze dedicate alle “Storie della Storia d’Abruzzo”, serie di incontri condotti dallo storico Camillo Chiarieri, che è anche un grande conoscitore delle bellezze della città e della nostra regione.
«In questi giorni assistiamo impotenti alla devastazione di tanta parte del patrimonio storico e artistico italiano e anche abruzzese a causa del terremoto», ha detto il presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli nel presentare l’iniziativa. «Diventa quindi ancora più importante, proprio adesso, promuovere la riscoperta della bellezza della nostra Pescara e del territorio abruzzese. Viverci significa conoscerla con tutta la sua storia, che attraversa vari secoli. Per quest’anno abbiamo messo insieme 6 capitoli e concluderemo fra due anni tutte le storie della storia d'Abruzzo».
«È un grandissimo piacere raccontare l'Abruzzo e vedere quanta gente ha curiosità di sapere da dove viene e verso quale futuro sta andando», ha sottolineato Chiarieri. «Una regione che conosce se stessa è una regione che sarà più unita, solidale e consapevole. Nei fatti stiamo creando un colossal sull'Abruzzo in cui i protagonisti sono le migliaia di anni della nostra storia: iniziamo dall'età della pietra fino ad arrivare, nel 2019, all'età contemporanea. Tre stagioni, dunque. La prima arriverà all'età normanna, la seconda arriverà all'Ottocento e nell'ultima andremo agli ultimi due secoli di storia che ci rappresentano e che sono più vicine a noi, raccontando storie come quella della Brigata Maiella, del cenacolo Michettiano, della nostra città che si impone come capitale del turismo balneare e culturale d'Europa ai primi del Novecento. Per ora, invece, ci addentreremo nelle grotte della Majella scoprendo le divinità del culto di Maja e della madre terra; combatteremo gli italici che gridarono per primi il nome d’Italia, con Vitelium(19 novembre); vedremo anche gli effetti in Abruzzo del collasso dell’Impero Romano (17 dicembre); conosceremo i tempi della rinascita con L'Aquila che aspira a essere capitale (14 gennaio); poi la storia di Pietro da Morrone (25 febbraio), una delle figure più alte del '200 che ha promosso la bellezza con la spiritualità d'Abruzzo; per concludere, quasi a primavera (11 marzo), con i pastori d'Abruzzo, grazie ai quali percorreremo i grandi tratturi, una delle storie più romantiche, belle e coinvolgenti che possiamo raccontare».
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