L’Abruzzo diviso a metà: Chieti e Pescara zone rosse

L’ordinanza della Regione prevede da domani misure più restrittive per le due province Teramo e L’Aquila in arancione. Marsilio: «Ospedali al collasso, colpiti anche i più giovani»
PESCARA. La circolazione della variante inglese, l’aumento repentino dei contagi e la pressione del carico assistenziale sugli ospedali dividono l’Abruzzo a metà. Da domani e per i successivi 14 giorni, le province di Chieti e Pescara saranno in zona rossa; quelle di Teramo e L’Aquila, invece, passeranno dal giallo all’arancione. Lo prevede la nuova ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Marco Marsilio, arrivata nello stesso giorno in cui la Cabina di regia nazionale ha riconosciuto all’Abruzzo il passaggio dal giallo all’arancione con un indice Rt salito a 1,22 (dati riferiti alla settimana 1-7 febbraio) rispetto allo 0,99 del precedente monitoraggio.
MISURE PIÙ RESTRITTIVE. Marsilio, però, ha deciso di adottare misure più restrittive per le province di Chieti e Pescara dove «la forte diffusione delle varianti, in particolare quella cosiddetta inglese», ha spiegato il governatore, «sta provocando un forte aumento dei contagi, che ha già messo a dura prova il sistema ospedaliero e la capacità di tracciamento delle Asl. Si rende quindi necessario adottare le misure restrittive previste dalla zona rossa (vedi l’altro articolo pubblicato sul primo piano), non essendo sufficienti le misure previste dalla zona arancione».
I provvedimenti scatteranno da domani, quindi per oggi l’Abruzzo resta giallo, eccezion fatta per i comuni della zona rossa (Tocco da Casauria, Atessa e San Giovanni Teatino) e per Pescara, Francavilla al Mare, Montesilvano e Spoltore dove c’è il divieto di entrata e uscita dai comuni.
ZONE ROSSE. Il lockdown per le province di Chieti e Pescara - le più colpite dalla terza ondata - è stato deciso dopo le indicazioni fornite dal Gruppo tecnico scientifico regionale. Il Pescarese e il Chietino e, in particolare, l’area metropolitana, stanno facendo registrare un repentino incremento dei contagi che hanno portato al collasso gli ospedali dove i posti letto sono esauriti.
«Il ministro Speranza», dice Marsilio, «avrebbe egli stesso previsto la zona rossa per Chieti e Pescara, d’intesa con la Regione, anche per semplificare e ridurre il numero dei provvedimenti. Tuttavia, come mi ha spiegato, la sua attuale limitazione all’ordinaria amministrazione degli affari correnti non gli consente di fare altro che applicare la normativa vigente, senza poter assumere altre decisioni. Per questo, ho provveduto personalmente ad emanare una mia ordinanza presidenziale, sentito il ministro, con la stessa decorrenza e per la durata di 14 giorni».
LA VARIANTE INGLESE. Si stima che nella zona Chieti Pescara il 50 per cento dei casi sia riconducibile alla variante inglese. Secondo gli esperti, inoltre, c’è il rischio che le varianti del virus possano avere come ulteriore effetto la riduzione della campagna vaccinale.
«La variante inglese è micidiale», avverte Marsilio, «e sta mettendo in ginocchio tutti i luoghi in cui è comparsa e si diffonde, dal Molise all’Umbria. A Pescara e Chieti la metà dei casi sequenziati mostra la presenza della variante inglese ed è il motivo per il quale nel giro di una settimana siamo passati da valori da zona gialla a valori direttamente da zona rossa. L’Rt di queste due province è passato da un livello inferiore a 1 a 1,30 e 1,40 nel giro di pochissimo tempo. Questa variante è davvero molto più virulenta e più veloce nella trasmissione e nella contagiosità», aggiunge Marsilio. «I medici raccontano anche di un peggioramento della condizione clinica: le persone contagiate arrivano in ospedale in condizioni peggiori rispetto alla prima fase dell’epidemia e questa virulenza colpisce anche i più giovani. Rinnovo agli abruzzesi, dunque, l’appello alla massima attenzione perché non ci sono zone sicure».
SALVE TERAMO E L’AQUILA. Le altre due province passano in arancione - come previsto dal ministro Speranza - perché registrano valori di Rt superiori a 1 e quindi compatibili con la fascia di colore intermedia. Gli indici di trasmissibilità sono comunque in risalita anche nelle province di Teramo e L’Aquila, ecco perché nell’ordinanza regionale viene disposto un incremento delle attività di monitoraggio e di tracciamento su tutto il territorio regionale.
Così come in tutto l’Abruzzo viene confermato il divieto di stazionamento e assembramento nelle piazze, nei centri storici ed in prossimità degli esercizi commerciali.
I VACCINI. In Abruzzo ieri è partita la vaccinazione degli over 80: le attività hanno preso il via ad Ancarano, paesino del Teramano, su una settantina di soggetti del posto. Da lunedì si inizierà a vaccinare gli over 80 anche nelle altre tre Asl. Sempre ieri, a Teramo e L’Aquila, sono iniziate le somministrazioni dei vaccini AstraZeneca alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco. Anche in questo caso nei prossimi giorni si partirà pure a Pescara e Chieti. E poi si lavora sul mondo della scuola: la Regione sta predisposto una piattaforma telematica specifica che sarà operativa nelle prossime ore.
Intanto, Marsilio spiega come le Regioni stiano affrontando il tema di finanziare il vaccino anti Covid italiano Reithera ancora in fase di sperimentazione. «Lo Stato», spiega il governatore dell’Abruzzo, «sta dando i soldi per sostenere le fasi 2 e 3 della sperimentazione. Lo sforzo delle Regioni potrebbe essere quello di finanziare una preventiva produzione industriale scommettendo sul risultato positivo della sperimentazione, in modo che quando il vaccino sarà autorizzato, avremmo già pronte le prime dosi. In questo modo elimineremmo i tempi per far entrare a regime la produzione e ci assicureremmo da qui in avanti un vaccino che siamo in grado di produrre in casa, che ci evita di dover pregare in ginocchio o portare in tribunale le multinazionali».
«Abbiamo appreso in maniera informale», conclude Marsilio, «che l’importo richiesto per far partire in maniera più veloce una fase di pre-industrializzazione del prodotto potrebbe costare forse 16 milioni. Se fosse così, sarebbe un impegno modesto da parte delle Regioni».
IMPIANTI DA SCI CHIUSI. Con l’Abruzzo che da domani diventerà metà rosso e metà arancione, slitta l’apertura degli impianti sciistici prevista per lunedì prossimo. Il protocollo, infatti, prevede l’apertura delle stazioni sciistiche solo in zona gialla.
SPOSTAMENTI VIETATI. Il governo uscente ha deciso di prorogare lo spostamento tra le regioni, anche quelle gialle, fino al 25 febbraio.
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