L’Abruzzo ha superato 75mila casi ma soglie d’allarme molto lontane

8 Luglio 2021

PESCARA. L’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, principale parametro per la classificazione delle regioni in aree di rischio colorate in grado di fotografare in tempo reale la...

PESCARA. L’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, principale parametro per la classificazione delle regioni in aree di rischio colorate in grado di fotografare in tempo reale la situazione epidemiologica sul territorio, descrive chiaramente il lieve incremento di contagi registrato negli ultimi giorni in Abruzzo.
Il dato al momento è pari a 16, in aumento rispetto al valore minimo del 2021, pari a 11, risalente solo pochi giorni fa, a fine giugno.
Il parametro resta comunque lontanissimo dalle soglie di allarme (per la zona bianca deve essere inferiore a 50), ma c’è da capire se il trend attuale, cioè la curva in crescita, proseguirà anche nelle prossime settimane.
LE PROVINCE. A livello territoriale, i numeri più alti si registrano nell’Aquilano: l’incidenza è pari a 25, dato che la colloca tra le peggiori province d’Italia. Lì il parametro è praticamente raddoppiato nel giro di dieci giorni. Segue, con 21, il Teramano, anch’esso tra i territori italiani con il dato più alto. Poi ci sono la provincia di Chieti, con un’incidenza pari a 13, e quella di Pescara, tra le migliori d'Italia, con 3.
GLI OSPEDALI. Altro parametro fondamentale per la classificazione di rischio delle regioni è la pressione ospedaliera. La situazione ricoveri, in Abruzzo, resta assolutamente ottimale. Al momento il tasso di occupazione dei posti letto è pari all’1% per le terapie intensive e al 2% per l’area medica a fronte di soglie di allarme rispettivamente del 20 e del 30% per la zona gialla o arancione e del 30 e 40% per la zona arancione o rossa (la classificazione avviene valutando anche l'incidenza).
75MILA CONTAGI. Intanto l’Abruzzo sfonda il tetto dei 75mila casi di Covid-19 emersi dall’inizio dell’emergenza ad oggi. Alla luce dell’ultimo aggiornamento, infatti, il totale sale a 75.024. Di questi, solo 3.400 casi, cioè il 4,5%, riguardano la prima ondata, mentre circa 40mila, ovvero il 53%, riguardano il periodo dal primo gennaio ad oggi, in altre parole la terza ondata. I restanti 32mila (42,5%) sono relativi alla seconda ondata autunnale. In testa, per numero di casi, c'è la provincia di Chieti, con 19.507 contagi, seguita da quella dell'Aquila (19.087). Poi ci sono il Pescarese (18.195) e il Teramano (17.527). A questi numeri si aggiungono 585 pazienti residenti fuori regione e 123 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
I RECORD. Il record di contagi accertati nel giro di 24 ore, 939, risale al 14 novembre 2020, mentre l'incremento più consistente di vittime comunicate in un solo giorno, 37, è dell’11 marzo. Nello stesso periodo, il 14 marzo, anche il record di ricoveri in terapia intensiva (94). È dal 26 luglio 2020, cioè da 346 giorni, che l’Abruzzo non registra un azzeramento dei contagi. I tamponi molecolari eseguiti dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 1.205.103. I decessi complessivi sono 2.512: il tasso di letalità è al 3,35%. (l.d.)