L’Abruzzo manifesta a Roma per la scuola

27 Settembre 2020

Dalle connessioni internet veloci alla sicurezza degli edifici: sono otto le emergenze da risolvere

PESCARA. Anche la scuola abruzzese era rappresentata alla manifestazione nazionale che si è svolta ieri pomeriggio in piazza del Popolo a Roma. Presente con numeri contingentati, per via delle misure anti-Covid, le delegazioni sindacali della nostra regione hanno voluto «affermare con forza che va data la priorità alla scuola».
Così sintetizzano il concetto alla base della protesta nazionale le cinque sigle sindacali (Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals Confsal e Fgu Gilda Ins) che hanno preso parte alla manifestazione e che chiedono «un nuovo patto tra scuola e società per promuovere una scuola sicura ed avanzata. Tutto ciò che verrà destinato alla scuola», aggiungono, «sarà un investimento per il futuro del sistema Italia». Ecco le 8 emergenze che la scuola abruzzese vuole risolvere.
1) La piena diffusione su tutto il territorio delle reti di connessione e la disponibilità per tutti gli studenti di dispositivi pienamente rispondenti alle possibilità della didattica a distanza. Una regione caratterizzata oggi da piccoli centri ed aree interne montane che non sono raggiunti dalle reti di connessione avanzate.
2) L’effettiva dotazione di tutte le classi e sezioni della scuola abruzzese di strumentazioni digitali avanzate.
3) La costruzione di edifici scolastici sicuri ed innovativi. Con le risorse del recovery fund si possono perseguire contemporaneamente gli obiettivi di recuperare i ritardi decennali sull’edilizia scolastica e il rilancio dell’edilizia e di tutto il relativo indotto.
4) Il recupero dei tagli operati negli ultimi vent’anni sul personale scolastico, in particolare sul personale amministrativo e ausiliario.
5) L’adeguamento della rete dei trasporti.
6) La stabilizzazione del personale della scuola: ogni anno si assiste al fenomeno del reclutamento di oltre 2.500 docenti ed Ata (ausiliario tecnico amministrativo) su posti che vengono individuati come necessità annuale, ma in realtà costituiscono una costante da oltre dieci anni per l’insufficienza degli organici delle scuole.
7) La valorizzazione del personale della scuola visto che in dieci anni si è avuto un unico rinnovo contrattuale. È necessario rendere attrattive le professioni della scuola per migliorare il sistema scolastico.
8) Infine l’adeguamento o l’abolizione dei numeri chiusi all’Università dell’Aquila sia per l’accesso ai corsi di laurea per insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria sia per l’ingresso ai corsi di insegnanti di sostegno. I numeri attuali corrispondono a un decimo delle vere necessità. (l..c.)