L’Abruzzo ora avverte i turisti della Lombardia

Gli arrivi dalle province del nord Italia secondi soltanto a quelli dal Lazio Non si escludono misure anche in senso più restrittivo in caso di rischio
PESCARA. C’è un dato diffuso dalla Regione: il 78% del turismo abruzzese è legato alla balneazione. Spiagge e mare raggiunti in prevalenza dai residenti del confinante Lazio (regione in cima al podio, soprattutto grazie ai romani) e da quelli della Lombardia (un gradino più in basso). Ed è proprio la discesa dei lombardi verso i lidi tra Martinsicuro e San Salvo che genera le maggiori preoccupazioni in vista della riapertura di mercoledì 3 giugno, in considerazione del fatto che le province lombarde sono le più colpite dalla pandemia.
La maggior parte dei sindaci della costa abruzzese ha espresso parere favorevole all’arrivo dei turisti dal Nord e anche la Regione si è detta pronta ad accoglierli senza alcuna preclusione o limitazione.
La stessa Regione, attraverso Massimo Verrecchia, capo di gabinetto della segreteria del presidente Marco Marsilo, ha fatto sapere che «verranno seguite esclusivamente le direttive nazionali, non prevedendo alcuna limitazione agli spostamenti interregionali».
Non vi è alcuna intenzione di seguire gli esempi di Sardegna e Campania: sull’asse Solinas-De Luca, infatti, le due regioni intendono mettere un freno agli spostamenti da tutta Italia. Il governatore sardo Christian Solinas ha proposto il via libera agli accessi sull’isola ma solo a chi è in possesso del certificato di negatività al virus che offrirebbe un certo margine di sicurezza per i sardi e per gli stessi visitatori. E ieri anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, si è detto preoccupato per ciò che potrà accadere dal 3 giugno, al pari dei timori espressi dal presidente campano Vincenzo De Luca.
Da mercoledì prossimo, in Abruzzo verrà a cadere l’ordinanza numero 54 del 3 maggio scorso con la quale il presidente Marsilio ha dato precise indicazioni per chi fa ingresso in regione (a partire dallo scorso 4 maggio). Per qualche altra ora ancora, infatti, tutte le persone che raggiungono il territorio abruzzese con giusto titolo, provenienti da altre regioni italiane (lavoro, motivi di salute o urgenze), devono segnalare la propria presenza sul territorio regionale in via telematica oppure al numero verde regionale 800 595 459. Segnalazione va fatta anche al Comune di residenza (o di domicilio laddove non coincidente) o dimora di destinazione nonché al proprio medico di medicina generale. Cade anche l’obbligo, per i successivi 15 giorni dall’ingresso in Abruzzo, del monitoraggio giornaliero della propria temperatura corporea.
Ma se qualcosa dovesse andare storto? La valutazione del rischio epidemiologico da parte della Regione Abruzzo «è stata e sarà assunta sulla base dei dati elaborati dal ministero della Salute ai sensi della normativa vigente». Vale a dire che se l’indice del contagio dovesse tornare a crescere potrebbero scattare adeguate misure, «anche in senso più restrittivo», così come deciso dalla Conferenza Stato-Regione. (r.rs.)
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