L’Abruzzo porta all’Onu parole e tracce del Poverello di Assisi

15 Novembre 2014

Manoscritti del XIII e XIV secolo sulla vita di San Francesco portati a New York dall’associazione Antiqua di Avezzano

di Domenico Ranieri

AVEZZANO

A otto secoli di distanza il messaggio di San Francesco d’Assisi continua a girare il mondo e questa volta il merito va declinato tutto al femminile. Il legame forte con la Marsica è dato dai natali del biografo ufficiale del Poverello d’Assisi, quel Fra’ Tommaso da Celano cui viene attribuita la composizione del “Dies irae” e sul quale si fa strada in maniera sempre più ampia un impegno finalizzato alla sua beatificazione.

La grandezza del messaggio di pace e di speranza e l'immagine dell'uomo semplice e risoluto, al contempo figlio del proprio tempo ed attento precursore del dialogo interreligioso tra i popoli, della vita sociale e del pensiero dell'uomo moderno di San Francesco, Patrono d'Italia, sbarca per la la prima volta oltre Oceano ospite della sede delle Nazioni Unite, prima, e della Brooklyn Borough hall, poi, con una mostra dal titolo "Frate Francesco: tracce, parole, immagini" ideata e curata dall'associazione Antiqua di Avezzano, presieduta dall’intellettuale Flavia De Sanctis, dal Sacro convento di San Francesco in Assisi e dal Comune di Assisi in collaborazione con la Società internazionale di studi francescani e condivisa per l'organizzazione newyorkese con l'Italian academy foundation. La mostra è stata possibile grazie ai restauri effettuati al convento benedettino di Praia, mentre il catalogo, curato da fra’ Carlo Bottero, Stefano Brufani, Flavia de Sanctis e coordinato da Cristina Roccaforte, è edito da Skira editore. Sono 19 tra manoscritti del XIII e XIV secolo e Bolle papali, riguardanti il santo di Assisi, provenienti dal Fondo antico della biblioteca comunale di Assisi presso la biblioteca del Sacro convento di San Francesco in Assisi. Documenti che raccontano le tracce, che più da vicino testimoniano la vicenda storica del Santo, le parole, testi tra più antichi a iniziare da Tommaso da Celano, contemporaneo di San Francesco, che riportano la biografia del Poverello di Assisi e le immagini, nelle miniature che lo raffigurano sugli antichi testi del XIII e XIV secolo. Opere uniche, rare, inaccessibili al pubblico, compresa la più antica copia degli scritti del Santo, il manoscritto 338, nel quale oltre a contenere il testo della Regola Prima dell'Ordine dei francescani raccoglie l'originale stesura del “Cantico delle creature” dettato dal Santo a un suo confratello.

«La mostra che si aprirà a New York», sottolinea la De Sanctis, «è per l'associazione culturale Antiqua la realizzazione di un progetto pensato due anni or sono, considerato da molti azzardato, di un gruppo di donne, alcune abruzzesi, che hanno sognato di portare il messaggio di pace e di fratellanza nel cuore delle Istituzioni internazionali. Non solo, ma caparbiamente abbiamo voluto mettere mano ad un restauro necessario e irrimandabile di opere uniche e importantissime per il nostro patrimonio culturale, un restauro che non veniva effettuato da oltre un secolo. Nessuna Istituzione o Ente statale ha sostenuto questa impresa, solo alcune aziende italiane, che hanno preferito l'anonimato, hanno permesso questo miracolo; regalando a tutti il piacere, anche se per un breve periodo, di poter avvicinare così vicino un uomo straordinario: San Francesco». Volano a New York anche il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, e altri rappresentanti istituzionali. «Quello che ci preme», ha sottolineato padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi, è che i membri dell'Onu possano leggere e ascoltare la voce di Francesco. È come se oggi, in un momento di grandi conflitti, in un momento in cui l'ambiente è deturpato, in un momento in cui i poveri avanzano e crescono sempre di più, San Francesco possa dire di nuovo la sua parola in un consesso così significativo».

«Il pubblico americano», ha dichiarato Ken Hackett, ambasciatore Usa presso la Santa Sede, «darà una buona accoglienza a questa mostra. Francesco è abbastanza conosciuto negli Stati Uniti, ma con l'avvento di Papa Francesco tutta la sua storia e la sua eredità hanno ricevuto una maggiore diffusione». La mostra, allestita da 1AX architetti associati, tornerà in Italia, ad Assisi, nella sala papale del convento il prossimo 28 marzo e sarà aperta fino al 31 maggio 2015.

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