L’Abruzzo sfila a Pitti Uomo «L’obiettivo è il mercato estero»

10 Gennaio 2017

L’industria regionale dell’abbigliamento da oggi al 13 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze Gli imprenditori: molta attenzione ai clienti asiatici ma dovrebbe essere anche la stagione dei russi

PESCARA. L'Abruzzo della moda continua a tenere alta la bandiera regionale con alcuni importanti brand a Firenze, in occasione del 91º Pitti Immagine Uomo, da oggi e fino al 13 gennaio alla Fortezza da Basso.

C'è qualche assenza rispetto alla scorsa edizione, con aziende abruzzesi che hanno optato per la partecipazione ad altre fiere, ma la rappresentanza della nostra regione è una valida testimone di un settore che, nonostante le sfavorevoli congiunture economiche di questi ultimi anni, ha saputo tenere in vita e a tratti rilanciare anche quelle realtà che hanno puntato sulla qualità produttiva e sull'export.

Sono 1.220 i marchi e le collezioni presentate complessivamente a questa edizione del Pitti, di cui 540 provenienti dall’estero, con 214 tra nomi nuovi e rientri per un salone che conta 36.000 ingressi totali con 24.800 compratori all’ultima edizione invernale. Di questi ultimi, 8.800 sono i buyer provenienti dall’estero che rappresentano i principali mercati stranieri di riferimento, come Germania, Giappone, Spagna, Gran Bretagna, Turchia, Olanda, Francia, Cina, Svizzera, Belgio, Stati Uniti, Corea del Sud, Austria, Russia e Svezia.

«Anche da questo Pitti ci aspettiamo molto, soprattutto per l'affluenza dei buyer internazionali, l'obiettivo è conquistare nuove fette di mercato fuori dall'Italia», esordisce Gianluca Di Stefano, export manager del Maglificio Gran Sasso di Sant'Egidio alla Vibrata, una consolidata realtà abruzzese, fondata dalla famiglia Di Stefano nel 1952, che oggi conta 400 dipendenti, 40 milioni di euro di fatturato e 40.000 metri quadrati di stabilimento produttivo.

«Per noi l'export vale il 50 per cento del fatturato e punteremo soprattutto a ricevere in stand gli orientali, giapponesi, cinesi e coreani, ma dovrebbe essere anche la stagione di ritorno dei clienti russi».

L'idea di fondo che ispira la nuova collezione Gran Sasso nasce infatti dalle nuove esigenze dell’uomo contemporaneo, partendo proprio dal concetto del filo, dalla maglia, come spiega Di Stefano, un uomo in continuo viaggio che predilige materiali più leggeri, confortevoli, tecnici e caldi, con cui il brand teramano ha realizzato cappotti, giacche, piumini, pantaloni, felpe, tutti rigorosamente in maglia, al loro debutto oggi.

«Ci sono stagioni più movimentate e altre meno, ma il Pitti è il Pitti ed è vitale per il nostro settore», commenta Massimo Scapellato dell'azienda Dolcepunta Srl di cui è titolare con la famiglia, una piccola realtà creativa e produttiva sui colli di Pescara che vale un milione e 300mila euro di fatturato, 10 dipendenti e un export che sfiora il 100 per cento del fatturato. «È il nostro ventesimo Pitti e proponiamo una svolta per le nostre cravatte, tutti i disegni infatti hanno un nuovo fondo» prosegue «ovvero una seta lavorata appositamente per noi, da percepire con lo sguardo e al tatto, un escamotage stilistico per le nostre creazioni che avranno così un valore aggiunto già nell'anima del tessuto. Un'altra novità è il fazzoletto con gli angoli addolciti, arrotondati ma sempre orlati a mano».

Anche Carlo e Federico Ferretti affrontano con grande positività questo nuovo Pitti.

«C'è sempre molta fiducia quando si arriva qui, perché si avverte un business internazionale», osservano i fratelli, impegnati nella nota azienda di cravatte Santo Stefano srl di Silvi, realtà da circa 4 milioni di euro di fatturato, che occupa 50 persone ed è stata fondata dal padre Italo Ferretti. «Quest'anno oltre alle nuove cravatte presentiamo anche con un total look che va a coprire a 360 gradi l'abbigliamento da cerimonia. Ci sono poi cravatte e papillon con le paillettes, capospalla ricamati molto particolari e accessori di prim'ordine, tute in velluto e tessuti particolari con effetto floccato, insomma una collezione ampia e ricca di colori».

Non tutti gli abruzzesi della moda però hanno optato per la partecipazione al 91º Pitti. Grande assente è l'azienda dei fratelli Gianluca, Rocco e Alessandra Terra che, con i brand Camouflage Ar and J. e No-Lab Clothing & Co ha proposto per tante edizioni le proprie collezioni, specialmente di pantaloni, in due differenti stand. Una realtà con due sedi operative a Mosciano Sant'Angelo che conta 100.000 capi prodotti, quasi 250 creazioni, 5 milioni di euro di fatturato e 20 dipendenti.

«Quest'anno abbiamo scelto di concentrarci su altri appuntamenti per la moda», spiega Gianluca Terra. «Siamo infatti presenti al White di Milano e al MRket di New York».

Al Pitti non è presente neppure un'altra importante realtà tessile abruzzese, il gruppo Siac Fashion srl, che dal 2013, sotto la guida dell'amministratore Marco Merlino, già titolare con la famiglia del marchio Montaliani, ha rilanciato il brand Rodrigo, fondato dalla IAC di Chieti Scalo. Oggi la Siac conta su un fatturato di quasi 7 milioni di euro e un organico di 48 persone.

«È nostra abitudine, in queste ultime stagioni, organizzare un meeting di lavoro a Firenze con la rete vendita Italia e Estero», spiega Merlino. «Ci siamo concentrati su appuntamenti fieristici a New York e in Kazakistan, quest'ultima di riferimento per il mercato russo, d'altronde vorremmo crescere molto all'estero. Non è detto però che non torneremo presto al Pitti» conclude Merlino «magari a giugno 2017 o direttamente fra un anno».

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