L’Abruzzo torna zona rossa Solo per oggi negozi chiusi

12 Dicembre 2020

Il Tar accoglie la sospensiva chiesta dal Governo, Il giudizio di merito slitta al 13 gennaio Il ministro Speranza telefona a Marsilio: da domenica la regione passa in fascia arancione

L’AQUILA. Il Tar dell’Aquila ha sospeso l’ordinanza del presidente della giunta regionale Marco Marsilio che “anticipava” il rientro dell’Abruzzo in zona arancione. Questo in soldoni significa che oggi (a dire il vero già da ieri sera alle 20 quando la sospensiva è stata resa nota) l’Abruzzo torna in zona rossa. Dunque scuole, bar, locali per la ristorazione e negozi chiusi (a parte quelli che vendono beni di prima necessità e di asporto). Quello che l’ordinanza del Tar non dice è quanto durerà la zona rossa. Qui si possono fare delle ipotesi: questa mattina alle 11 nella sede del ministero della Salute il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il presidente del consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, terranno una conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale da parte della cabina di regia. E potrebbe venir fuori che i dati sull’Abruzzo sono in linea con il ritorno alla zona arancione. Il ministro Roberto Speranza ha telefonato ieri a Marsilio comunicandogli che l’Abruzzo tornerà in zona arancione da domani. La cabina di regia nazionale renderà note le sue valutazioni nella conferenza stampa di stamani e da quanto trapela avrebbe preso atto che in Abruzzo c’è un calo della curva dei contagi. Quindi il ministro della Salute dovrebbe agire di conseguenza e in tempi rapidi. Il Tar concedendo la sospensiva ha per ora accolto uno dei motivi del ricorso dell’avvocatura dello Stato laddove si sosteneva che “l’allentamento delle misure di contenimento del contagio rischia di provocare danni irreparabili per la popolazione in termini di rischi per la salute collettiva, obiettivo che assume rilievo determinante nell’attuale situazione di persistenza della pandemia. Le misure ampliative introdotte dalla Regione Abruzzo (le Regioni possono applicare solo misure più restrittive e non il contrario ndr), anticipando, di fatto, gli effetti di eventuali, e al momento non ancora adottati, provvedimenti di riclassificazione della Regione da zona rossa a zona arancione rischiano, infatti, nell’attuale delicato contesto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, di portare a un’improvvisa impennata della curva del contagio e a gravissime e incalcolabili conseguenze per la salute delle persone e per la tenuta dei sistemi sanitari regionali. A ciò va aggiunto il rischio emulativo da parte di altre Regioni, che potrebbe ostacolare il ruolo del Governo nei necessari gestione e controllo unitari della crisi, con conseguenze drammatiche in caso di ulteriore aggravamento del rischio sanitario». Il presidente del Tar, Umberto Realfonzo, non è quindi entrato nel merito degli altri motivi del ricorso che afferiscono anche a questioni di tipo costituzionale e in particolare sul delicato equilibrio dei poteri fra Stato e Regioni. In particolare l’avvocatura dello Stato ha contestato l’iniziativa della Regione Abruzzo in base al concetto che le ordinanze del governo nazionale non possono essere scavalcate da quelle regionali soprattutto perché la pandemia non è una “questione locale” ma addirittura mondiale. Per l’esame del merito il Tar ha rinviato l’udienza al 13 gennaio 2021. Ieri mattina l'udienza telematica davanti al Tar dell' Aquila è durata una mezzoretta. I legali della Regione hanno ribadito il fatto che l’ordinanza di Marsilio del 6 dicembre scorso, con cui l'Abruzzo è tornato in zona arancione (contro il parere del ministero della Salute) «è stata adottata al termine dei 21 giorni di zona rossa e questo sulla scorta dei dati in netto miglioramento registrati nei fine settimana antecedenti, come certificato dal Comitato tecnico scientifico abruzzese. Sono diminuiti i ricoveri, sia in terapia intensiva che in area medica, sono aumentati i posti letto e l'indicatore Rt, sotto l'uno per cento, si è praticamente allineato alle medie nazionali con un rischio complessivo classificato come moderato. Un miglioramento confermato anche dai successivi report della cabina di regia nazionale». Inoltre, nella memoria si evidenzia che «l'intento principale dell'ordinanza di Marsilio, ossia la volontà di salvaguardare la salute pubblica e la vita umana con quella di garantire la tenuta sociale ed economica».