L’Abruzzo è in vetrina Marsilio: «Il Giro d’Italia crea ricchezza e lavoro»

Il presidente della Regione svela i retroscena per ottenere la partenza «Battuta una concorrenza agguerrita: ora tutto il mondo ci guarda»
L’attesa è finita. L’Abruzzo è in Giro. Oggi la grande partenza da Fossacesia Marina. Attorno ai 175 atleti (in rappresentanza di 22 squadre) si muove un “Giro” notevole. Alcuni dati: 2.000 persone in media soggiorneranno in Abruzzo per almeno una settimana: 10mila posti prenotati in hotel nelle 4 tappe. Altre migliaia quelle attese sulle strade. Oltre 700 milioni di telespettatori con 200 Paesi collegati, per oltre 100 ore di diretta tv da parte di oltre 70 emittenti; 210 milioni le pagine web visualizzate. Insomma, la costa dei Trabocchi come una grande balconata (vista mare) aperta sul mondo. Dal Gran Sasso all’Adriatico, una vetrina promozionale di cui va fiero il presidente della giunta regionale Marco Marsilio.
Ventidue anni dopo la prima partenza (2001) Abruzzo pronto per la festosa invasione?
«L’invasione è già arrivata, la gente è accolta, accomodata, attovagliata e felice. Alla presentazione di Pescara ho potuto vedere tutti soddisfatti, a cominciare dal patron Vegni e l’ad Bellino. Si annuncia bel tempo, che non è poco, ed è importante anche per ammirare e apprezzare al meglio il panorama».
I Trabocchi tra il Giro e l’Unesco, una partita aperta?
«Il riconoscimento sarebbe molto importante: lo stiamo sostenendo, fa parte di una strategia complessiva. Una delle prime cose che mi venne chiesta e sollecitata dal territorio era di valorizzare questa Costa dei Trabocchi che fino ad allora era patrimonio di pochi iniziati, una piccola nicchia, ma non aveva nessuna promozione né proiezione nazionale e internazionale. Quindi ho lavorato perché questa pista ciclabile, la Via Verde, la Costa dei Trabocchi fosse valorizzata come merita. Ho avuto l’intuizione di puntare al Giro, di chiedere quest’opportunità arrivata nel modo migliore possibile. Non è una semplice tappa né una crono come tante, ma è la cronoprologo: la grande partenza col pubblico collegato in tv e qualche centinaio di milioni di appassionati in tutto il mondo che vedranno queste immagini. E sono certo, perché già sta accadendo, che coltiveranno il desiderio di venire di persona con le bici, oppure affittandole sul posto, a conoscere la Costa dei Trabocchi. Finalmente si apre la vera valorizzazione turistica del territorio. Con la rete dei Flag è partito il progetto per il riconoscimento delle macchine tradizionali da pesca. A Barcellona sono stato sia per il Giro sia per la candidatura Unesco. Una visibilità internazionale di questo livello l’Abruzzo non l’aveva mai raggiunta. Saremo anche parte della festa scudetto del Napoli visto che ospiteremo i campioni d’Italia nel ritiro di Castel di Sangro. Una proiezione all’esterno dell’Abruzzo certamente inedita fino a pochi anni fa: spero che metta fine anche alle stupide polemiche, credo che i fatti abbiano dimostrato l’importanza di queste operazioni».
Quanto ci costa il Giro?
«Abbiamo speso 7 milioni per accaparrarci i diritti della grande partenza e delle tappe, poi abbiamo stanziato altri fondi per aiutare i comuni per rifare le strade, meno di 2 milioni, dunque si arriva intorno ai 9 complessivi. Un’azione che, a una prima stima da parte di esperti, è stata valutata come l’equivalente di non meno di 40 milioni. Questa la cifra che sarebbe servita per far arrivare le immagini dell’Abruzzo in tali quantità, qualità e dimensione dall’Europa agli Stati Uniti, dal Canada al Giappone. Con una spesa inferiore ai 10 milioni si genera un valore di promozione del marketing territoriale di non meno di 40 milioni equivalenti. Va detto che da settembre scorso, quando è stato dato l’annuncio della partenza e delle tappe abruzzesi, tutte le riviste di settore hanno cominciato a veicolare il nome dell’Abruzzo. Tutti parlano dell’Abruzzo. Le cronache di questi giorni raccontano del tutto esaurito, non solo nella Costa dei Trabocchi. Sarà una settimana di massiccia presenza in un momento di bassa stagione: un grande lancio dell’estate».
Il Giro toccherà le 4 province, dal mare ai monti. Un progetto studiato?
«Una precisa nostra volontà, tant’è che di norma il territorio che si aggiudica la grande partenza fa la prima tappa e poi due frazioni di trasferimento. Invece noi abbiamo voluto animare subito la competizione con Campo Imperatore. Mi ha fatto piacere sentire dal patron Vegni questo concetto che gli espressi anni fa: il Giro deve passare ogni anno in Abruzzo. Poi stabiliamo dove, ma un tappone appenninico ci vuole: crea l’interesse del pubblico. Altrimenti accade come tante edizioni quando si aspetta l’ultima settimana che decide il Giro. L’Abruzzo offre questa possibilità, a differenza di altre regioni del Centro-Sud: le nostre salite fanno selezione. Penso agli arrivi di Campo Felice sullo sterrato e del Blockhaus: chi ha vinto qui ha portato la maglia rosa fino alla fine. Vegni a Rete8 ha detto: il prossimo anno saremo ancora in Abruzzo. Siamo orgogliosi: non è stato facile ottenere la partenza. La competizione è alta e ci sono regioni o intere nazioni molto più ricche dell’Abruzzo che ci speravano».
Oltre all’asfalto nuovo, cosa lascerà il Giro?
«Continueremo a fare promozione. Nel Fesr, fondo europeo che si impiega per il marketing territoriale, le risorse su questo erano scarsissime, Nei primi due anni abbiamo fatto spot in tv, una volta prendemmo uno spazio all’intervallo della finale di Coppa Italia. Poco rispetto ad altre regioni. Abbiamo da un lato riprogrammato parte dei fondi europei per aggiungere qualcosa alla missione della promozione. Nel nuovo ciclo abbiamo messo qualche decina di milioni con cui faremo, tra l’altro, la Film commission, altro veicolo di promozione. Abbiamo puntato sui grandi eventi non solo sportivi, ma anche religiosi, penso alla Perdonanza che ha avuto il marchio Unesco e una diversa attenzione dal Vaticano culminata nella visita del Papa. Tra poco avremo Cartoons on the Bay a Pescara, festival internazionale di animazione televisiva, cinematografica e cross-mediale. Poi nel 2024 i Mondiali di pattinaggio a rotelle nell’Aquilano. Migliaia di persone, tra atleti, accompagnatori e pubblico, che dovranno essere accolte».
A chi tocca?
«Credo nel turismo sostenibile: vogliamo far conoscere il territorio e portare qui gente che abbia voglia di camminare, nuotare, andare in barca, arrampicare, pedalare...sono tantissime persone. L’Abruzzo non ha dimensioni ricettive per accogliere un turismo di massa. Se i numeri dovessero crescere a dismisura i turisti avrebbero difficoltà anche ad accedere e a circolare. La Costa dei Trabocchi è preziosa, ma fragile. Nei parchi nazionali non si fanno certo alberghi da mille stanze. Eppure in qualche luogo ci sono strutture da riqualificare. Spero che, sull’onda dell’accresciuta attenzione per il turismo, in Abruzzo cresca la qualità della ricettività e dei servizi collegati, la capacità di accogliere e far sentire bene le persone con offerta enogastronomica e ristorazione all’altezza. Occorre esplorare nuovi settori, penso al turismo di qualità che muove il golf, e qui cito il piano per completare Miglianico. Penso poi ai nuovi impianti di risalita, che stiamo sostenendo spesso dovendo contrastare anche ricorsi e atteggiamenti ostili di chi pensa che in montagna non ci si debba andare neanche a piedi. Stiamo cercando di potenziare l’offerta, nel rispetto delle aree protette. Anche al Nord hanno i parchi, ma pure centinaia di chilometri di piste da sci».
Servono anche collegamenti efficienti e viabilità adeguata.
«I progressi sulla ferrovia Roma-Pescara, i porti, il piano di riqualificazione delle autostrade, la terza corsia in A14, la pista più lunga per avere i voli intercontinentali all’aeroporto d’Abruzzo e aprirci al turismo delle radici. Stiamo lavorando per rendere la regione più facilmente accessibile e più collegata: spero che, in parallelo a quest’attività, possa trovare coraggio anche qualche investitore privato».
Chi vince il Giro?
«Lascio agli esperti i pronostici. Nel mio piccolo salirò su una bici a pedalata assistita il 12, nella tappa del Giro e-bike Pratola-Campo Imperatore di 75 km. Conto di arrivare in cima».
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