L’Aca: «Un’estate di disagi, sì all’acqua dei pozzi di Bussi»

16 Marzo 2023

La presidente Brandelli: possibili distacchi anche quest’anno Il consiglio ai cittadini: usate l’autoclave e limitate i consumi

PESCARA. Non si annuncia un’estate «rosea» e la crisi idrica appare dietro l’angolo. La disponibilità di acqua «è un po’ inferiore rispetto all’anno scorso ma di più del 2021» per cui le previsioni non sono ottimali e, ad oggi, «non si possono escludere interventi di razionalizzazione, ma è presto per dirlo». A parlare è Giovanna Brandelli, presidente dell’Azienda consortile acquedottistica, che monitora costantemente gli aggiornamenti sulla disponibilità di acqua.
Due anni fa l’estate è stata terribile per tutte quelle famiglie e attività che hanno dovuto fare a meno dell’acqua nel periodo più caldo, quando il consumo aumenta. L’anno scorso, invece, non ci sono state emergenze grazie alle «nevicate e al clima rigido di febbraio, che ci hanno salvato». Ma quest’anno è andata diversamente per cui si presume una stagione calda, «a metà strada» tra il 2021 e il 2022, ed è ipotizzabile che «dovremo chiedere l’utilizzo dei pozzi di emergenza di Bussi», dice sempre Brandelli.
Sono diverse le valutazioni da fare tra qui quelle sulla disponibilità di acqua. «Ora attingiamo 79 litri al secondo dal Ruzzo» ma bisogna capire «quanto renderà il nuovo attingimento sul Tirino, visto che ci sarà un piccolo aumento di prelievo. E poi ci saranno gli effetti positivi dei lavori di prevenzione avviati sulle perdite idriche», riflette Brandelli. L’ipotesi è di presentare «a fine mese una richiesta formale alla Regione per il riconoscimento dell’emergenza idrica», per avere la possibilità di attingere ai pozzi di emergenza di Bussi, e ormai sta diventando una pratica «ordinaria». La raccomandazione di Brandelli non cambia rispetto agli anni passati. «È importante dotarsi degli autoclavi» e bisogna farlo per tempo. Sull’utilità di questi impianti non ci sono dubbi, perché «anche quando abbiamo interrotto l’erogazione dell’acqua per delle manutenzioni programmate, chi aveva l’autoclave non se n’è accorto». E poi, prosegue, è fondamentale «risparmiare acqua». L’Aca, sottolinea Brandelli, sta facendo la sua parte, in uno scenario generalizzato di siccità, e grazie ai fondi del Pnrr «partiranno i lavori per il potenziamento delle linea adduttrice, da completare entro il 2026». Tra le azioni intraprese c’è anche quella per ridurre il consumo di acqua delle fontane pubbliche: «Ne abbiamo parlato con i sindaci e molti hanno compreso per cui ora le fontane monumentali hanno il motore a ricircolo nel senso che riutilizzano l’acqua. Questo vuol dire promuoverne un uso sostenibile».
C’è anche un altro fronte che Brandelli intende affrontare con il supporto della Regione e in particolare del presidente Marco Marsilio. «Facendo tesoro della sua sensibilità alle questioni che riguardano l’acqua, voglio chiedere a Marsilio di attenzionare molto la gestione delle acque non potabili, per valutare se ci sono delle inefficienze su quel fronte perché c’è il rischio che possa essere usata l’acqua potabile per l’irrigazione. Il problema va inquadrato e vanno messi tutti gli attori allo stesso tavolo per fare in modo che l’acqua si utilizzi per gli usi propri».
Brandelli pensa agli invasi. «Se sono pieni di sedimenti, e lo sono, non siamo capaci di capitalizzare le risorse idriche, quando piove, e poi non abbiamo a sufficienza acqua per l’agricoltura», il che spinge ad usare quella potabile. «Mancando la manutenzione, viene meno la capacità di accantonamento degli anni scorsi. Quindi, più che fare nuove invasi, si deve pensare a quelli esistenti». Tutte riflessioni utili, in vista della giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo, che l’anno scorso è stata promossa con uno spot. «Anche quest’anno faremo la nostra opera di sensibilizzazione», annuncia Brandelli.