«L’accordo con Brioni è ancora lontano»

31 Marzo 2016

Penne, sindacati e lavoratori di nuovo in assemblea allo stadio comunale. In mille sugli spalti per fare il punto sulla crisi

PENNE. La lotta dei lavoratori Brioni è appena cominciata e l'accordo con la dirigenza della maison sartoriale vestina tutt'altro che vicino. Il passo avanti registrato nell'ultimo tavolo tecnico convocato in Regione, con gli esuberi ridotti da 402 a 139 non soddisfa. Durante l’assemblea tenuta ieri allo stadio di contrada Campetto, con oltre mille lavoratori sugli spalti, i rappresentanti sindacali hanno fatto il punto sulla vertenzaper ribadire che, a oggi, non c’è nessun accordo.

I 139 Fte (full time equivalenti) restano un numero troppo alto. La logica della proprietà verte sulle ore di lavoro, non sul numero dei dipendenti. Così, se ad esempio, i 139 Fte in uscita dovessero comprendere i part-time a 20 ore ecco che il numero dei lavoratori in esubero salirebbe. Per 139 Fte in esubero è calcolata una media di circa 154-155 lavoratori, cifra ancora monstre che i sindacati non vogliono neppure prendere in considerazione.

Durante l'assemblea si è posto l'accento sul discorso di insourcing e sulla rimodulazione degli orari. Il primo aspetto, il più importante forse, riguarda la scelta dell'azienda di riportare parte del lavoro dentro ai propri stabilimenti. Processo che consentirebbe di raddoppiare la produzione della maglieria, un aumento della giubotteria e dei jeans, dunque un recupero di 75 Fte sui 402 inizialmente conteggiati dalla proprietà.

La riduzione delle ore lavorative, che ovviamente influirà negativamente sul salario, è un aspetto che i sindacati hanno posto ai vertici aziendali come un sacrificio enorme per i dipendenti. I lavoratori a 40 e 36 ore scenderebbero a 32, mentre i part-time a 20 vedrebbero l'orario ridotto a 16. Per queste ragioni i sindacati hanno chiesto una tantum lorda per i lavoratori a orario ridotto.

«Un obiettivo importante è stato raggiunto. L'azienda» dice Domenico Ronca (Filctem Cgil) «era già pronta ad aprire le procedure di mobilità nel corso dell'incontro in Regione la scorsa settimana. Il nostro obiettivo è quello di non avere nessun licenziamento».

Il rappresentante Uil, Luca Piersante, pone invece l'accento sul piano industriale presentato giorni fa al ministero dall'ad Brioni Gianluca Flore. «È un piano industriale scarno. Dopo 7 anni di crisi non si può presentare un prospetto misero con una riduzione del 40% dell'attività lavorativa», osserva Piersante.

Battagliero come sempre Leonardo D'Addazio (Femca Cisl): «Non c'è ancora accordo, in Regione è stato firmato solo un verbale di riunione».

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