L’acqua del Tirino alla Puglia, ecco lo studio che dice sì all’affare

La ricerca del Politecnico di Bari e ateneo d’Annunzio: a Bussi si possono prelevare 5mila litri al secondo Appello del Forum H2O a Marsilio: «Si schieri definitivamente per il no». Sotto accusa le perdite record
PESCARA. «Le acque della sorgente del Basso Tirino presentano interessanti prospettive di sfruttamento a uso idropotabile». E poi: «La capacità di captazione stimata è di almeno 4-5 metri cubi al secondo», cioè 4mila-5mila litri al secondo. Sono due passaggi chiave dello studio per portare l’acqua del Tirino fino alla Puglia. Una ricerca commissionata dalla società Acquedotto Pugliese (Aqp) a due atenei, il Politecnico di Bari e l’università d’Annunzio di Chieti Pescara, per un importo di 100mila euro. E lo studio si conclude così: «Gli elementi di conoscenza aggiuntivi hanno permesso, altresì, di fornire indicazioni circa la configurazione ottimale dell’opera di captazione». Per l’Aqp, attingere all’acqua del Pescarese è un’opportunità da perseguire tanto che l’investimento compare già nel piano industriale risalente al 2020.
L’AFFARE DELL’ACQUA Ma quanti sono 4mila-5mila litri di acqua al secondo? «Si tratta di una quantità enorme di acqua», risponde Augusto De Sanctis del Forum H2O, «per dare l’idea, l’Aca per l’intera Val Pescara, Pescara e Chieti comprese, capta alle sorgenti poco più di tremila litri al secondo, riuscendo a distribuirne circa la metà. Pertanto, sarebbe trasferita in Puglia una volta e mezza l’acqua captata attualmente a monte e quasi tre volte quella che viene effettivamente distribuita». E il Forum H2O – nonostante la presa di posizione dei consiglieri regionali di maggioranza Emiliano Di Matteo e Nicola Campitelli che parlano dello studio come «un esercizio accademico» perché «dall’Abruzzo nemmeno una goccia d’acqua andrà alla Puglia» – chiede al governatore Marco Marsilio «di schierarsi in maniera definitiva». E la politica, prima o poi, dovrà dire qualcosa: «L’intervento», spiega lo studio, «potrà essere discusso con il coinvolgimento di soggetti, pubblici e privati». Ma il progetto non sembra affatto un mistero negli ambienti politici: giovedì scorso, durante il consiglio comunale, Donato Di Matteo, consigliere di opposizione ma anche consigliere del cda dell’Aca, aveva detto: «Non permettiamo quello che qualche esponente della Regione sta già facendo spostare le nostre acque del Tirino verso la Puglia o altre regioni, con un progetto che tutti hanno paura a cacciare ma che è già in atto, perché si potrebbero creare gravi difficoltà».
BASSO TIRINO Mentre l’Abruzzo vive l’emergenza idrica, tra siccità, portata delle sorgenti in calo e dispersione idrica sopra al 60% a causa degli sprechi dalle condotte malridotte, l’Acquedotto Pugliese mira a sfruttare la sorgente chiamata Basso Tirino, a pochi metri a valle dell’abitato di Bussi, «a margine della perimetrazione del Sin di Bussi» definita «del tutto cautelativa». «Secondo gli autori della relazione», sintetizza De Sanctis, «le indagini geochimiche hanno dimostrato che l’acqua proviene da punti di infiltrazione in alta quota sui massicci posti a monte. Inoltre, per il fatto che non sono state osservate significative variazioni climatiche “è possibile effettuare valutazioni rassicuranti in prospettiva circa l’efficacia di un investimento per la valorizzazione di questa sorgente ai fini idropotabili”».
MENO CORRENTE Acqua del Tirino che potrebbe essere portata altrove e danni che resterebbero nella zona. «Attualmente», spiega De Santis, «sul posto vi è uno sbarramento che indirizza il flusso idrico in una condotta per produrre energia elettrica: da qui l’acqua ritorna nel fiume Tirino e quindi nel Pescara». E qui potrebbero esserci «problematiche». La ricerca del Politecnico e del dipartimento di Geologia della d’Annunzio spiega: «Il prelievo della sorgente del Basso Tirino comporta impatti diretti sulla zona di Bussi Officine a causa dell’interruzione della produzione di energia idroelettrica dalla linea proveniente dall’invaso e della portata da essa derivata per le attività industriali. Nel complesso, poiché viene interrotta la linea di minor quota idraulica, quasi certamente la diminuzione di produzione di energia non supera la metà della produzione attuale. La riduzione di portata immessa dal Tirino nel Pescara comporterebbe, inoltre, un impatto sul sistema di produzione di energia idroelettrica, prevalentemente sul 1° e 2° salto del Pescara, sebbene la conseguente riduzione effettiva di produzione idroelettrica richiede ulteriori approfondimenti».
APPELLO A MARSILIO Lo studio segue quanto era stato già pensato, prima, nel 2001-2003 con l’ipotesi di vendita dell’acqua abruzzese alla Puglia per il tramite della società Binnie Black and Veatch e poi con la riproposizione dell’idea, nel 2020, nel piano industriale della società pugliese. «Il presidente della Regione», dice il Forum H2O, «dovrebbe chiarire che in epoca di crisi climatica, è imperativo risolvere la vergogna e lo scandalo delle perdite delle reti colabrodo con il rifacimento delle stesse in un arco di tempo di dieci anni. Servono grandi investimenti? Da tempo ripetiamo che la priorità è l’acqua senza la quale vi è il collasso del sistema sociale ed economico; pertanto invece di pensare a opere faraoniche come il Ponte sullo Stretto, terze corsie autostradali, si torni ai cosiddetti “fondamentali” che connotano una civiltà. L’acqua nelle case e nelle aziende è uno di questi fondamentali».
PERDITE RECORD Le perdite fisiologiche di acquedotti moderni sono al massimo del 10%; in Abruzzo si arriva a punte del 60%; Acquedotto Pugliese aveva dichiarato nel 2023 il 47%. «La faciloneria con la quale si pensa sempre a nuove captazioni con ulteriore sottrazione di acqua dall’ambiente è sconcertante», osserva De Sanctis, «quale logica può avere immettere più acqua, con captazioni e operazioni costosissime, anche di tipo gestionale (basta pensare alla necessità di grandi quantità di energia elettrica per i sollevamenti) in reti di distribuzione colabrodo dove gran parte verrebbe persa invece di rifare le reti recuperando così la quota di acqua che manca in case e aziende?».

