L’acquazzone allaga la biblioteca Di Giampaolo

11 Luglio 2014

Ennesima beffa per i dipendenti della struttura regionale di via Tiburtina costretti insieme agli studenti a ripulire i pavimenti con secchi e stracci

PESCARA. Il film che va in onda ogni tanto alla biblioteca Di Giampaolo non è comico e neppure drammatico. E’ esasperante, semmai, per chi ci lavora profondendo ogni giorno passione e rispetto per gli studenti. Quanto accade a ogni pioggia ripropone un déjà vu che mette a dura prova la pazienza degli otto operatori che da due anni e mezzo, da quando è stata aperta la sede di via Tiburtina 97, proprio di fronte alla sede del Centro, lavorano all’interno. Ieri pomeriggio, è bastato l’ennesimo acquazzone per allagare i locali. Uno scroscio intenso è stato sufficiente a riversare l’acqua nella biblioteca. Colpa di un tubo di scolo, quello di fronte all’ingresso, incapace di assorbire l’acqua venuta giù, ma soprattutto della pendenza del pavimento che, invece di trattenere la pioggia, favorisce il deflusso verso le pareti esterne della struttura, così che l’acqua filtra all’interno in più punti. «Sono anni che sollecitiamo inutilmente un intervento», dicono rassegnati dalla biblioteca dove ieri pomeriggio i dipendenti, insieme a degli studenti volenterosi, si sono armati di scope e di stracci per asciugare i pavimenti. L’acquazzone, peraltro, ha mandato in tilt anche due climatizzatori. La palla resta nella metà campo della Regione, chiamata a risolvere un problema che dura da troppo tempo. Basterebbe un minimo impegno finanziario.

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