L’acrobata passava dalle finestre, poi fuggiva con l’autista

5 Dicembre 2015

PESCARA. Ognuno aveva un compito preciso, dai vertici fino alla manovalanza. Tra gli arrestati c'erano i capi e c'era chi entrava materialmente in azione, e poi c'erano le donne, che si occupavano...

PESCARA. Ognuno aveva un compito preciso, dai vertici fino alla manovalanza. Tra gli arrestati c'erano i capi e c'era chi entrava materialmente in azione, e poi c'erano le donne, che si occupavano degli aspetti logistici. È un organigramma ben definito quello descritto dai carabinieri del Nucleo investigativo, che si sono occupati delle indagini sui continui furti messi a segno sul territorio pescarese, dopo una prima fase di accertamenti dei militari della compagnia di Popoli, scaturita dai furti nei supermercati di Scafa e Torre de’ Passeri, dove sono sparite delle casseforti.

Per gli investigatori i veri promotori delle «razzie» erano Florin Petrica e Gheorghe Negoita, che dettavano i ritmi dell'attività senza fornire troppe informazioni sul da farsi a chi si occupava materialmente degli assalti. I due gestivano anche l'attività dell’autista, Ionut Constantin Boricean, che accompagnava la banda in giro per l'Italia, da Castelfranco Veneto a Termoli e Macerata, usando un'auto non sospetta, una Audi A2. Per i colpi più difficili entrava in azione un ladro-acrobata, come lo definiscono gli investigatori, Alexandru Ionut Ardei, capace di scalare le grondaie per raggiungere i punti più difficili di case e negozi. E poi c'erano gli esecutori materiali, individuati nelle persone di Alexandru Teodorescu, Taco Dritan e Silviu Cosmin Rosian. Alle due donne, Anca Moca e Ioana Trifan, era affidato un ruolo di supporto logistico, considerato che mettevano a disposizione e controllavano le case dove nascondere arnesi da scasso e refurtiva, e si muovevano tra supermercati e ferramenta per acquistare il materiale da lavoro, dai guanti ai cacciavite. Tra gli episodi a cui sono risaliti i carabinieri c'è un tentativo di furto in un supermercato di Termoli, sfumato perché all'ingresso dei ladri si è attivato il sistema di allarme dotato di fumogeni. Sono fuggiti subito, trovandosi spiazzati, e uno dei componenti della banda è stato rimproverato perché non si era documentato bene sui sistemi di sicurezza del locale. Dopo gli arresti il comandante provinciale dell’Arma, Paolo Piccinelli, ha assicurato che i carabinieri «non abbassano la guardia. È solo un primo step», e le indagini proseguono.

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