L’affondo del Pd: «Sei mesi solo a parlare di nomine»

Giudizio tranciante di Paolucci, Pepe e Fina:«Da giunta lenta a giunta ferma» E per i dem restano al palo «trasporti, sanità, lavoro, caccia e agricoltura»
PESCARA. Trasporti, agricoltura, sanità, caccia, lavoro e concorsi, porti e infrastrutture: è complessiva la bocciatura che il Partito democratico abruzzese riserva ai primi 180 giorni della giunta Marsilio, con uno slogan che rende l’idea del Pd-pensiero: «Dalla giunta lenta alla giunta ferma». A illustrare il dossier sui «primi sei mesi di divisioni sulla questione nomine», il capogruppo regionale del partito, Silvio Paolucci, il consigliere Dino Pepe (entrambi ex assessori della giunta D’Alfonso), e il segretario regionale, Michele Fina.
I TRASPORTI. La parte più consistente di critiche riguarda il settore dei trasporti, a cominciare «dalla questione», ha detto Paolucci, «degli studenti lasciati a piedi il primo giorno di scuola». Per non parlare, ha proseguito il consigliere di opposizione, «dei tagli e privatizzazioni per 3 milioni di chilometri, dei concorsi fermi e dei 300 autobus in fermo tecnico, del rischio default per la società Cerella, dei tagli e mandati trasferimenti alla Saga». Ma l’aspetto più grave, secondo Paolucci, è rappresentato da quello che sta succedendo nella Tua, la società regionale di trasporto pubblico interamente partecipata dalla Regione, per la quale «è a rischio l’affidamento in house. Inoltre», ha aggiunto Paolucci, «lo stesso consiglio di amministrazione è sub judice per la procedura utilizzata per il suo rinnovo». Senza parlare del rischio «di sanzioni per il mancato espletamento delle gare per i servizi di trasporto non svolti da Tua».
SANITÀ. Ed è sulla sanità, secondo gli esponenti del Pd, «che si sono consumati sei mesi di divisioni per la nomina dei manager. È paralisi», ha detto Paolucci, che nella precedente legislatura deteneva la delega che ora è della leghista Nicoletta Verì, «nonostante l’eredità lasciata dal centrosinistra, con i Lea a quota 207 e il piano 2016-2017 rispettato. Dopo 10 anni per la prima volta mancano piano e strumento di programmazione. Sulle assunzioni di personale annunciate nelle Asl non è stato spiegato se si tratta del turn over o di coprire il fabbisogno e silenzio assoluto su investimenti e nuovi ospedali».
CACCIA E AGRICOLTURA. Due argomenti, questi, sui quali il Pd ha calcato l’attenzione «alla luce delle quattro bocciature rimediate sul calendario venatorio», ha detto Pepe, «e dei ritardi nella nomina dei direttori che ha causato il blocco dei bandi relativi al Piano di sviluppo rurale, con il rischio reale di disimpegno dei fondi». Tutto questo, ha aggiunto l’ex assessore all’agricoltura, «mentre ci sono moltissime imprese agricole abruzzesi in attesa che vengano liquidati quei fondi di cui hanno assoluto bisogno. L’Abruzzo»,. ha proseguito, «è l’unica regione italiana dove non è ancora partita la caccia. Sono riusciti a scontentare tutti: cacciatori, gli ambientalisti e agricoltori».
LAVORO. Sono lontani, secondo il Pd, i tempi in cui la Regione seguiva direttamente le vertenze di lavoro. «Giovanni Lolli (ex vice presidente e poi governatore vicario, ndr), seguiva personalmente le trattative. Ora le vertenze aperte sono molte, e i bandi per sostenere le imprese sono fermi».
BOCCIATI DAGLI AMICI. Le critiche non potevano risparmiare la legge sui trabocchi, osservata dal governo davanti alla Corte Costituzionale. «Sono stati bocciati dal governo amico», ha detto Paolucci.
QUALCOSA DI POSITIVO. Nel bilancio del Pd sui primi sei mesi di centrodestra, tuttavia, c’è anche qualcosa di positivo. «Sì», ha detto, Paolucci, «si tratta dell’aumento delle anticipazioni da parte della Regione dei fondi del Masterplan, Ma sono risorse che abbiamo trovato noi. Il centrodestra non ha portato alcuna risorsa aggiuntiva».

