L’agronomo Colarossi: «In città i pini non sono adatti»
PESCARA. «Sull'episodio singolo non commento, perché non conosco la vicenda. Dico però che fatti come quello accaduto ieri sono possibili. Che ci sia una incompatibilità del pino con la città è...
PESCARA. «Sull'episodio singolo non commento, perché non conosco la vicenda. Dico però che fatti come quello accaduto ieri sono possibili. Che ci sia una incompatibilità del pino con la città è acclarato, per cui andrebbero ripensate tutte le alberature. Bisogna, insomma, sostituirli e scegliere altre specie, meno soggette a queste cadute improvvise e anche antinquinanti». A dirlo è Matteo Colarossi, presidente provinciale dell'Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali.
«In particolare il pino domestico», spiega il presidente, «è soggetto a questi ribaltamenti perché ha delle radici superficiali su cui si reggono. Bisogna naturalmente poi vedere se hanno delle malattie e criticità strutturali. Ed inoltre va considerato che Pescara ha anche un altro problema. Ossia ha, in certe zone come quelle del centro, la falda acquifera alta e i pini non amano l'acqua. Preferiscono il secco e i terreni asciutti. E quindi quando incontrano l'acqua non si riescono ad ancorare al terreno ed è facile pertanto che possano cadere. Il Comune da alcuni anni sta riprogrammando nuove specie».
Per l'agronomo, le piante più adatte per la città sarebbero le latifoglie antinquinanti in quanto «amano i terreni umidi con la falda acquifera alta» proprio come Pescara e hanno anche un effetto termoregolatore. «Siamo a disposizione delle amministrazioni», fa presente, «per dare suggerimenti. Noi siamo per salvare gli alberi, ma anche per sostituirli. In generale, andrebbero sostituiti i pini che si trovano sui marciapiedi, sulle banchine, vicino alle strade, non nella pineta. L'albero non deve diventare un pericolo semmai deve dare dei benefici ambientali in primis».(a.d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

