L’Ail parla giapponese La Honda porta doni ai bambini ricoverati

Il presidente Nakamura visita i reparti e dona giocattoli L’abbraccio a medici, infermieri e duecento volontari
PESCARA. Babbo Natale dell’Ail ha il sorriso gentile e la cordialità discreta del presidente della Honda Minoru Nakamura. Con sacchi colmi di giocattoli, donati da benefattori distribuiti in diverse parti del mondo che hanno partecipato alla convention internazionale che si è tenuta in Abruzzo nel settembre scorso, l’imprenditore nipponico ieri mattina ha fatto visita ai piccoli pazienti ricoverati nei reparti di Ematologia pediatrica, Oncoematologia pediatrica, Chirurgia pediatrica e Pediatria dell’ospedale civile. Un sorriso a una mamma mentre allattava un bimbo, un cenno di saluto ai degenti e tante parole di stima ai volontari dell’associazione che da anni si batte contro le leucemie, linfomi e mieloma, agli infermieri e ai medici.
L’incontro è stato l’occasione per rinnovare uno degli appuntamenti tradizionali dell’Ail: la distribuzione dei giochi ai bimbi in ospedale, generalmente effettuata intorno all’Epifania. «Dalla Befana dell’Ail», sottolinea il presidente Domenico Cappuccilli, «quest’anno, grazie al contributo della Honda, siamo passati a Babbo Natale dell’Ail, confermando la nostra attenzione alle problematiche psicologiche dei piccoli degenti che ogni giorno sono alle prese con i mille problemi legati alla malattia». Alla passeggiata tra i reparti dell’ospedale hanno partecipato il sindaco Marco Alessandrini, il primario di Ematologia Paolo Di Bartolomeo, il padre del reparto divenuto il fiore all’occhiello della sanità abruzzese e un punto di riferimento nel panorama nazionale, Giuseppe Fioritoni, attualmente a capo con Antonio Iacone e Domenico D’Antonio, di Pescara Self factory foundation che si occupa di malattie del sangue e ricerca con cellule staminali. Con loro il presidente dell’Ail, Cappuccilli, alcuni volontari in divisa e abiti natalizi, il presidente della Honda Minoru Nakamura, accompagnato da Antonio Ferrante e da Haruko Akamine. «È un grande onore», ha spiegato Nakamura, «rinnovare il sodalizio con l’Abruzzo e portare un sorriso in ospedale». «Ho voluto essere presente», ha aggiunto il sindaco, «per testimoniare l’apprezzamento dell’amministrazione nei confronti della responsabilità sociale dell’impresa». A chiudere il tour in ospedale, un incontro organizzato nella sala intitolata a Glauco Torlontano con i medici, gli infermieri e una parte nutrita dei circa duecento volontari dell’Ail, il vero motore dell’associazione, che tra le varie attività registra l’aiuto ai pazienti e ai loro familiari nelle diverse fasi della malattia, il finanziamento alla ricerca, l’organizzazione del servizio di assistenza e ospedalizzazione domiciliare, la promozione dei seminari interattivi e il sostegno alla formazione e all’aggiornamento.
A Pescara il fulcro dell’Ail è la casa alloggio in via Rigopiano dotata di 11 camere e 21 posti letto sempre pieni, per ospitare chi esce dall’ospedale ma ha ancora bisogno di continuare il ciclo delle cure e i parenti dei degenti in fase acuta. «È un’attività che ci assorbe totalmente», racconta Katya Tini, responsabile delle volontarie, «in reparto ci occupiamo soprattutto di tenere compagnia o cercare un dialogo con i degenti: all’inizio non è semplice perché tendono a rinchiudersi in se stessi. Ma noi non demordiamo e riusciamo quasi sempre a strappare loro un sorriso».
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