L’Alberghiero intitola un laboratorio al suo “gigante buono”

8 Giugno 2019

Commossa cerimonia per ricordare Marco Di Nino, il cuoco morto a 23 anni. I genitori donano alla scuola un defibrillatore 

PESCARA. «Purtroppo non possiamo cancellare ciò che è stato, non possiamo rimettere indietro le lancette del tempo e riabbracciare Marco. Possiamo però trasformare il dolore per la sua perdita in atti di generosità e di amore».
Queste le parole pronunciate dalla dirigente dell’Istituto Alberghiero De Cecco di Pescara, Alessandra Di Pietro, durante la cerimonia organizzata a scuola per intitolare il Laboratorio di Cucina numero 2 dell’Officina del Gusto a Marco Di Nino, un ex studente, diplomato nell’anno scolastico 2016-2017, morto ad agosto dell’anno scorso a soli 23 anni. A ucciderlo, un malore improvviso mentre si trovava a Moena, in provincia di Trento, dove si era trasferito per lavorare, partendo dalla sua cittadina d’origine, Scafa.
Durante la cerimonia la scuola ha ricevuto un dono dai genitori di Marco, Anna Maria e Claudio, e dalla sorella Claudia, che hanno regalato al “De Cecco” un defibrillatore.
Non è stato scelto un luogo a caso, per l’intitolazione, ma un locale al pianterreno dell’edificio di via dei Sabini, «un posto centrale che ci permetterà di portare sempre il ricordo di Marco nel cuore», ha spiegato Di Pietro scoprendo la targa con il nome di Di Nino, in un momento di inevitabile commozione.
Marco si era fatto notare, durante il suo ciclo di studi, perché aveva partecipato con un ruolo da leader alla protesta studentesca promossa dall’Alberghiero per la mancanza dei laboratori e contro il paventato trasferimento della sede in provincia. «Ho avuto la fortuna di conoscere Marco», ha detto sempre Di Pietro. «Non era solo un bravo studente, corretto, sempre educato: io l’ho definito il ‘gigante buono’ perché nei giorni della protesta in difesa della nostra scuola, mi disse “Preside, io ci sarò sempre e proteggo lei e tutti gli altri ragazzi”. Se oggi il nostro istituto ha l’Officina del Gusto, se siamo riusciti a ottenere dei bellissimi laboratori è stato anche per merito suo». «Marco ha sempre creduto nell’Istituto Alberghiero e nella cucina», ha commentato un suo ex compagno di scuola, Oscar Capricci, «per cui meritava questo riconoscimento». «Anche fuori dall’istituto», ha aggiunto un altro amico, Ivan Di Palma, «era una persona meravigliosa. E da oggi ci sarà sempre una traccia di lui, qui». (e.r.)