L’allenatore: «Mi è caduto tra le braccia»

27 Settembre 2015

«Mister non mi sento troppo bene»: Daniele Castagna(nella foto) queste parole non le scorderà più. Sono quelle che il piccolo Marco Calabretta gli ha detto pochi minuti dopo l’inizio della seduta di...

«Mister non mi sento troppo bene»: Daniele Castagna(nella foto) queste parole non le scorderà più. Sono quelle che il piccolo Marco Calabretta gli ha detto pochi minuti dopo l’inizio della seduta di allenamento di venerdì. L’allenatore Castagna era a bordo campo come sempre a rimirare i suoi giovani talenti e ripercorre quei terribili attimi. « Marco mentre stava giocando all’improvviso è venuto da me dicendomi che non stava bene, mi è caduto tra le braccia», dice, «il bambino respirava ancora e abbiamo chiamato subito i soccorsi del 118 che sono giunti in poco meno di cinque minuti». L’allenatore così continua; «Marco nell’arco della sua attività sportiva non mi ha mai fatto pensare che potesse avere qualche problema di salute, non ha accusato mai neanche un giramento di testa. Nei giorni scorsi era stato proprio lui a chiedermi, dopo l’allenamento che usualmente facciamo, di giocare una partita. Era molto brillante ed attivo». il direttore tecnico del settore giovanile del Pineto calcio, Franco Oddo, ex calciatore e allenatore di varie squadre di serie B e A e padre dell’allenatore del Pescara dice: «il certificato medico del bambino scadeva a novembre ma come prassi, nel momento in cui iniziamo la stagione, noi gli facciamo nuovamente la visita medica. Lui aveva fatto visita medica e elettrocardiogramma che per legge non è obbligatorio. È stato fatto tutto quello che si poteva fare. In questo senso a mio parere la legge è sbagliata, perché prevede l'elettrocardiogramma sotto sforzo solo per chi è sopra i 12 anni. Per me va prescritto per tutti, anche perché possono esserci difetti latenti, nascosti, che si vedono solo attraverso visite molto specialistiche. Venerdì c'era il solo allenamento dei pulcini secondo anno e il bimbo, che tra l'altro era uno dei più bravi calcisticamente, ha detto all'allenatore: mi gira la testa, mi gira la testa, poi si è accasciato tra le sue braccia. Io stavo a cinquanta metri di distanza, siamo arrivati tutti. È stato fatto tutto quello che si poteva fare . L’ambulanza è arrivata subito, ma dopo poche ore abbiamo ricevuto la tragica notizia». (d.f.)