L’amico dei tempi universitari «Fausto era un uomo buono»

PESCARA. Ha distrutto tutto. Se stesso, la sua famiglia e l’amore che gli girava attorno. Ma chi ha frequentato Fausto Filippone non riesce a pronunciare parole che non siano di pietà e dolore. Una...
PESCARA. Ha distrutto tutto. Se stesso, la sua famiglia e l’amore che gli girava attorno. Ma chi ha frequentato Fausto Filippone non riesce a pronunciare parole che non siano di pietà e dolore. Una pietà che Paolo Giocoso, un ex compagno di università – Filippone si è laureato alla Ca’ Foscari di Venezia – ha postato su Fb dopo la tragedia di domenica: «Fausto nelle sue opinioni era funambolico. Tra la sua opinione vera e quella che ti avrebbe fatto piacere ascoltare. L’equilibrio era la sua ginnastica mentale. Nessun altro di noi, tutti studenti, sapeva cosa fosse l’equilibrio. Sei anni insieme abbiamo parlato, giocato, cantato, contato, tifato, amato, sperato. L’ultima volta che l’ho visto, Fausto era vestito in perfetto abito grigio da sartoria. Li aiutava a vendere lui quegli abiti. Sulla destra un vassoio di pizze. Sulla sinistra due birre. Ci venne in soccorso a Chieti lasciando il lavoro per sfamarci. Gli si aprì la porta, ed entró col suo abito grigio, sorridendo, con vassoio e bibite alzati, come un equilibrista sul filo. Fausto lo ha perso l’equilibrio. Oggi la fune si è rotta. La luce si è spenta. E il passo tra la perfezione e il vuoto è un nulla. Il passo è stato nel buio e in un tremendo momento di atroce e feroce bruttura. Per sempre. Fausto Filippone era amico mio. Nella mia vita è stato un caro e sensibile amico. E un uomo buono».

