«L’anno scorso superata la soglia 34 volte»

24 Gennaio 2020

Legambiente svela i dati dell’ultimo report di “Mal’aria”: è ora che i cittadini si muovano senz’auto

PESCARA. Trentaquattro superamenti della soglia limite solo nello scorso anno, già quattro nei primi venti giorni del 2020. Per sei volte negli ultimi dieci è stato sfondato il tetto dei 35 sforamenti giornalieri annui, sia per il discorso legato alle polveri sottili che per quanto concerne l'ozono. Sono questi alcuni dei numeri forniti da Legambiente Abruzzo relativi alla città di Pescara, elaborati all'interno di «Mal'aria», il report annuale che fotografa l'emergenza smog in tutte le città Italiane.
Una situazione definita preoccupante dai responsabili, sia per quanto riguarda l'inquinamento derivante dalla circolazione dei veicoli, acuita adesso anche dalla situazione inerente la chiusura dell'autostrada A14 ai mezzi pesanti, sia per le canne fumarie delle caldaie, ma anche per quel che concerne i lavori agricoli e industriali.
«L'ormai cronica emergenza smog va affrontata in maniera efficace», dice Giuseppe Di Marco presidente di Legambiente Abruzzo, che ha illustrato il report nel corso di una conferenza stampa insieme al segretario Daniele Colantonio e a Luca Colantonio presidente di Legambici, «le deboli e sporadiche misure anti-smog sono palliativi che permettono di contenere temporaneamente i danni sanitari, ma non producono effetti duraturi se non sono all'interno di interventi strutturali. È urgente mettere in campo politiche e azioni efficaci a livello nazionale, programmando interventi sulla mobilità urbana, sul riscaldamento domestico, la produzione di elettricità, quella industriale e l'agricoltura». Durante la mattinata i presenti hanno ricordato come proprio la sanità paghi un conto salatissimo per curare tutte quelle persone che si ammalano per problemi legati alla scarsa qualità dell'aria.
Secondo una stima a livello nazionale, la forbice di spesa oscilla tra i 47 e i 142 miliardi di euro ogni anno. Anche per questo sono state ipotizzate delle soluzioni, quanto meno per provare a mitigare un problema che al contrario sembra sempre meno gestibile. «Potenziamento del trasporto pubblico, intermodalità e incentivi alla rottamazione per l'acquisto di mezzi elettrici o ibridi appaiono gli accorgimenti più utili in questo momento», prosegue Di Marco, «uscire di casa in bici, poterla portare a bordo di un autobus o di un treno e andarci al lavoro sarebbe un grande passo. Ma anche parcheggi di scambio dove lasciare la propria vettura e muoversi con i mezzi».
È chiaro però, che per fare tutto questo serve un sistema di trasporto efficiente, anche per cambiare le abitudini dei cittadini, ancora troppo orientati sull'uso del mezzo privato. «Accanto a questo», afferma, «gli incentivi statali per abbandonare macchine a benzina o diesel e passare all'elettrico aiuterebbero. La Regione Lombardia lo sta già facendo, tanto che tra contributi statali, regionali e dei singoli concessionari, su una macchina elettrica si possono arrivare a risparmiare oltre 10mila euro. È ora di metterci al passo anche in Abruzzo».