L’annuncio di Orlando «Vertenze abruzzesi, governo già al lavoro»

27 Settembre 2021

Brioni, Denso e Pilkington: saranno aperti tavoli ministeriali «La dignità dei lavoratori va tutelata, no alle delocalizzazioni»

L’Abruzzo vive uno di quei momenti in cui il mondo del lavoro mostra maggiore sofferenza. Anche per questo la presenza per due giorni nella nostra regione di Andrea Orlando, ministro del Lavoro e delle politiche sociali nel governo Draghi, assume una forte valenza.
Ministro Orlando, in Abruzzo si stanno susseguendo vertenze di notevole impatto che stanno minando l'intero sistema produttivo regionale. Il territorio della provincia di Chieti è tra i più colpiti. Alla Sanmarco di Lanciano sono pronti 50 licenziamenti, la Sevel soffre per la mancanza di forniture, alla Pilkington e alla Denso di San Salvo si fanno sentire la crisi dell'automotive e la mancanza di forniture. Come se ne esce? Cosa può fare il Governo?
La fase storica che stiamo attraversando è complessa. A livello internazionale si registrano, in molti settori, la carenza di materie prime, e l’innalzamento del costo dell’energia. La ripresa nel nostro Paese sta d’altro canto assumendo un tenore sempre più incoraggiante. A tutto ciò si sovrappone l’esigenza del cambiamento del modello di sviluppo, che si traduce nell’industria in vere e proprie rivoluzioni. Dobbiamo valorizzare gli elementi positivi. Alcune interlocuzioni sono già aperte presso il Ministero del Lavoro: penso a quelle che riguardano Brioni, Denso e Pilkington. L’impegno è di seguire tutte le crisi, attraverso la convocazione di Tavoli assieme al Ministero dello Sviluppo economico. Il Pnrr prevede importanti risorse a vantaggio dei processi di innovazione e transizione. Investimenti e lavoro possono essere sostenuti, ci aspettiamo responsabilità.
Un'altra vertenza complicata, in provincia di Pescara, è quella della Riello, in cui il fenomeno della delocalizzazione sta provocando 71 licenziamenti e 19 trasferimenti. Che fine ha fatto il progetto di legge sulle sanzioni per chi delocalizza?
La prospettiva deve essere quella della dignità del lavoratore. Occorre disincentivare comportamenti che vanno nella direzione opposta. Se un’impresa, magari per molti anni di seguito, beneficia di incentivi e sostegni dallo Stato, deve impegnarsi a operare secondo responsabilità sociale.
Alla Brioni di Penne chiudono due reparti e 321 sono gli esuberi. Nel Teramano sono in fallimento Atr e Veco, Betafence e Selta vogliono chiudere le sedi in Abruzzo. Nell'Aquilano molti i posti a rischio nei call center. I lavoratori temono tempi durissimi, quale tipo di intervento può essere messo in campo dal Ministero?
Agiamo sempre per promuovere e salvaguardare le attività e la produzione. Nei processi di ridimensionamento assieme ai sindacati dobbiamo individuare le migliori soluzioni nell’interesse dei lavoratori, a tutela del reddito e della loro condizione.
Per risolvere queste crisi funziona la collaborazione istituzionale con la Regione?
Il coinvolgimento e l’interlocuzione con le Regioni sono fondamentale, per la loro conoscenza di ciò che accade sui territori, e per l’integrazione degli strumenti che possono essere in campo. Per questo è sempre auspicabile che le Regioni prendano parte ai Tavoli e ai confronti.
Uno degli argomenti più dibattuti è quello legato al reddito di cittadinanza. C'è chi lo difende a spada tratta, chi lo avversa e chi ne vuole modificare alcune parti. Lei cosa ne pensa?
In un momento in cui è stata a rischio la tenuta sociale il reddito di cittadinanza ha costituito un pilastro degli interventi contro la povertà. Lo spirito originario del provvedimento comprendeva tuttavia anche l’ambizione di sostenere l’ingresso, o il nuovo ingresso, nel mondo del lavoro. Su questo aspetto occorre migliorare, tenendo anche presente che dovremo mettere a punto una riorganizzazione delle politiche attive del lavoro. Gli strumenti non potranno che andare a sistema.
Rispetto agli ammortizzatori sociali si ragiona sulla riforma che riguarda tutti i settori. Considerando che il 97% delle imprese abruzzesi ha meno di 10 dipendenti ma occupa il 54% dei posti, come vi state muovendo per la cassa integrazione su commercio e artigianato? Le grandi imprese utilizzano già i fondi, a che punto è l'estensione della misura per le piccole e medie imprese?
È una riforma che assume una valenza vitale in una fase in cui il sistema produttivo riceve spinte di cambiamento. Occorre superare il vulnus di lavoratori e settori che godono di trattamenti e tutele differenti. È inevitabile che debba esserci una fase di passaggio in cui il sostegno del pubblico serva ad avviare il nuovo regime. I comportamenti virtuosi delle imprese andranno premiati. Il patto per il Paese, che abbiamo come Pd proposto settimane fa, rilanciato anche da Confindustria e dal presidente del Consiglio, deve comprendere la riforma degli ammortizzatori sociali. Serve il contributo di tutti.
Sulle politiche attive del lavoro, che tengono dentro formazione e riqualificazione, con la riforma a che punto siete?
I quasi cinque miliardi che abbiamo a disposizione vanno valorizzati. Ci sono aree del Paese in cui le politiche attive sono di fatto inesistenti. Per il salto di qualità sarà fondamentale tenere assieme i Centri per l’impiego e le Agenzie private. Per quanto riguarda la formazione gran parte degli investimenti, ci dice l’Ue, dovranno essere destinati a donne, giovani e over 50.
Lei arriva in Abruzzo per la campagna elettorale, come inquadra in Italia l'alleanza con il Movimento Cinque Stelle che non è presente in tutti i centri?
In generale questo percorso di avvicinamento e dialogo non potrà che dare dei frutti in prospettiva, penso anche al secondo turno di queste amministrative. Dobbiamo anche considerare che si tratta di un percorso iniziato da poco: in molte realtà dove la contrapposizione è stata molto netta era oggettivamente difficile riuscire ad arrivare a una sintesi immediata. Si vince dove si mettono in campo le candidature migliori e un progetto di città. La destra propone ricette che non funzionano: è stato evidente per tutta la fase segnata dalla pandemia. Vedo in tutti i Comuni medi e grandi, in Abruzzo come in Italia, delle coalizioni di centrosinistra forti con un Pd trainante e soprattutto con delle candidate e dei candidati solidi e molto più vicini ai cittadini dei loro avversari. Credo che questa tornata elettorale ci riserverà delle belle sorprese. Sono contento di poter essere al loro fianco.
Guardando alle prossime politiche i sondaggi non sono favorevoli, ma da qui alle elezioni politiche, qual è secondo lei la strada giusta per portare alla vittoria il centrosinistra?
Il centrosinistra vince con le donne e gli uomini e con i progetti migliori, vince includendo. In questo senso è da seguire l’approccio che ha messo in campo il Pd abruzzese, dove l’impegno e l’attenzione ai temi che sono costitutivi dell’identità del Pd, come il lavoro, è andato di pari passo con l’attenzione al dialogo con le altre forze politiche del centrosinistra e con i corpi intermedi. Proprio domani (oggi, ndr) parteciperò all’importante presentazione della Conferenza delle lavoratrici e dei lavoratori del Pd Abruzzo. La sfida di questa generazione è quella del Next generation Eu e del Pnrr. Investimenti che devono servire per un nuovo modello di sviluppo e per risolvere antichi limiti. Questo vale anche per l’Abruzzo, penso in particolare al corridoio Tirreno-Adriatico e alla trasversalità. La politica deve sostenere l’alleanza che hanno saputo sottoscrivere le forze sociali.
Che rapporto personale ha con l'Abruzzo? C'è qualche luogo o persona che la lega alla nostra regione?
La bellezza e la vitalità dei suoi territori e della sua città, gli insegnamenti di un maestro come Franco Marini: è stato un gesto molto sentito quello, come prima uscita dopo la fiducia al governo, di deporre un fiore sulla sua tomba a San Pio delle Camere. Sarò contento anche di poter salutare a Lanciano Remo Rapino. Il suo “Bonfiglio Liborio” è personaggio straordinario che indica potentemente anche la storia dei processi di sfruttamento ed emarginazione. Rapino, Donatella Di Pietrantonio e altri sono un orgoglio abruzzese e italiano.
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