L’ansia da coronavirus intasa il 118 di Francavilla

Pronto intervento allo stremo: di giorno telefoni intasati, notte senza ambulanza Nella fascia notturna il medico c’è solo in estate: chiesta l’estensione del servizio
FRANCAVILLA AL MARE. Il sovraccarico di lavoro questi ultimi giorni sta portando alla luce un nervo scoperto del 118 di Francavilla al Mare, intasato dalle telefonate ma soprattutto sprovvisto di ambulanze durante tutta la notte. Dalle 20 fino alle 8 del mattino infatti è assente la figura del medico, presente invece durante la fascia diurna. La sua assenza di fatto determina l’impossibilità per gli operatori di poter utilizzare i propri mezzi per le emergenze, con la necessità di dover far ricorso a quelli di Ortona o agli altri di Chieti.
Durante queste settimane, in cui il lavoro dei sanitari cresce in maniera esponenziale per i timori legati al diffondersi del coronavirus, la situazione rischia di diventare difficile da gestire. Nelle ore diurne i telefoni vengono presi d’assalto da parte di chi teme, talvolta senza ragione, di aver contratto il virus, rischiando di togliere spazio e tempo prezioso a chi invece può avere davvero la necessità di ricevere assistenza. Dall’altro, durante la notte il servizio rimane scoperto. Questo quadro va avanti ormai da anni, portando alla luce un disagio che riguarda tanto l’utenza quanto gli addetti ai lavori.
In base ai numeri forniti dal 118, a Francavilla si viaggia su una media di tre interventi ogni notte, da ritoccare verso l’alto in queste ultime settimane. Per poter rispondere presente le ambulanze sono costrette ad arrivare da Ortona, con un tempo di percorrenza di circa 8 minuti, oppure da Chieti, dove per poter raggiungere la cittadina costiera ne servono almeno 20 di minuti.
Un tempo che rientra in quelli che sono i parametri imposti dalla legge, ma che talvolta rischia di risultare meno efficace rispetto alla presenza di un mezzo in città, pronto per intervenire. Infatti, come sostengono alcuni operatori del 118, davanti a un codice rosso 20 minuti rischiano di diventare troppi per garantire un intervento efficace. Allo stesso tempo l’altro lato della medaglia è rappresentato dal fatto che l’assistenza nella città di Francavilla rischia di lasciar scoperti i centri di Chieti e Ortona, costretti a “prestare” i loro mezzi alla cittadina costiera.
Insomma, l’attuale organizzazione fotografa la presenza di una coperta corta, da allungare il prima possibile per poter consentire all’utenza di avere un servizio più rapido, alle città di Chieti e Ortona di non rimanere scoperte e ai mezzi di evitare corse contro il tempo per soccorrere chi ne ha bisogno.
Tale problema, fanno sapere gli addetti ai lavori, si verifica per nove mesi l’anno. Questo perché d'estate, nel periodo che va dal 21 giugno al 22 settembre, anche Francavilla viene dotata di un servizio notturno, in concomitanza con l’abituale aumento della popolazione. E allora, quello che adesso si chiede, è di estendere tale servizio anche al resto dell’anno, per consentire a utenza e sanitari di poter fruire di un’assistenza migliore.
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