L’antico altare ligneo ritorna a Sant’Anna

18 Marzo 2015

La storica chiesa sta per riaprire e riavrà il pezzo più pregiato

PESCARA. Mancano poche settimane all’annunciata chiusura del cantiere della chiesa di Sant'Anna, la cappella gentilizia della famiglia Muzii in prossimità di viale Bovio. Un progetto di consolidamento e restauro curato dalla Soprintendenza per i beni architettonici di Pescara grazie a un finanziamento ministeriale (MiBact) che sta interessando copertura, murature e facciata di uno dei più antichi luoghi di culto che Pescara conserva, sulla cui vicenda interviene il professor Giovanni Muzii, uno degli eredi della storica famiglia castellammarese, per far chiarezza su certi punti e rilanciare la donazione dell'originale arredo ligneo di Sant'Anna che molti davano per perso.

Villa Muzii. «Esisteva un tempo un complesso che i vecchi chiamavano Villa Muzii, un vero e proprio quartiere di Castellammare Adriatico che si stava sviluppando in pianura, ma non era una villa nel senso moderno del termine», racconta Muzii, «bensì un complesso integrato, cinto da mura interrotte solo dalla via Nazionale Adriatica e dalla ferrovia. Anni fa se ne occupò un gruppo di ricercatori della facoltà di Architettura perché sembra che quel complesso fosse, nel centro-sud, l'unico del suo genere. Vi erano le industrie della famiglia, le case degli operai, le botteghe artigiane, le rivendite di generi di prima necessità, un'osteria, le residenze dei figli del fondatore Michele Muzii; il complesso si estendeva dall’attuale via Raffaello fino alla Riviera lungo l'asse che oggi è via del Milite Ignoto».

Il restauro. Il recupero strutturale di Sant'Anna, fatta costruire da Michele, bisnonno del professor Giovanni, nella prima metà dell'800, lascia aperta la strada a un secondo intervento di restauro, quello dell'apparato decorativo interno della chiesa, reso appena leggibile da vetustà e incuria, sperando che non si faccia attendere troppo. Parte della famiglia Muzii - che ha dato alla città, tra gli altri, i sindaci Leopoldo e Mario, il pittore Alfonso, l'ingegnere Giovanni, l'imprenditore Giulio e il musicista Michele - abitò le residenze di Villa Muzii fino agli anni '80. «Ma già nel Dopoguerra gli aventi diritto di Alfonso e Giulio vendettero le loro case a imprese di costruzione», osserva il professor Muzii, «e nacquero gli enormi palazzi oggi quinta di quello che era il viale della Chiesa, allora chiuso da un enorme cancello in ferro del quale, per nostalgico volere di mia madre, sono rimasti i due pilastri in muratura mozzati a un paio di metri di altezza». Ciascun acquirente di appartamenti dei due condomini divenne così proprietario pro quota anche della chiesa e del suo viale e al momento della donazione al Comune di Pescara, nel 2004, tra eredi Muzii e altri proprietari, i donatori erano almeno una quarantina.

La donazione. «Oggi non si può far altro che salvare l'interno di Sant'Anna» rilancia Muzii, quasi fosse un appello a Comune e Soprintendenza, «il cui elemento d'arredo più importante è una struttura in legno che separava lo spazio per la celebrazione da un ristretto ambiente di sacrestia, sembra realizzata dallo stesso artigiano del portone, che contempla anche l'altare e un piccolissimo vano che serviva da confessionale». L'antico arredo è tuttora nella disponibilità della famiglia, pronta a restituirlo alla collettività per donazione a patto che venga restaurato e ricollocato come all'origine.

«Quando cambiò la liturgia della messa e il sacerdote non volgeva più le spalle ai fedeli» prosegue Muzii «qualcuno ebbe la brillante idea di togliere quel bell'arredo d'epoca che feci appena in tempo, con i miei fratelli Maria Teresa e Michele, a recuperare e conservare in una vecchia casa di campagna dove, una decina di anni fa circa, vennero tre addetti della Soprintendenza informati da una comune conoscenza. Fecero fotografie e dissero che avrebbero riferito al sovrintendente la nostra disponibilità a donarla, ma da allora non ho saputo più nulla, così che la struttura lignea resta tuttora esposta alle intemperie, allo scorrere del tempo, al disinteresse di tutti».

Lo stemma. Giovanni Muzii si sofferma su un dato storico, per ristabilire la verità anche alla luce del futuro restauro delle pitture murali che decorano la chiesa. «Qualcuno ha detto, e lo si è letto sui giornali, che lo stemma parlante raffigurante un braccio teso sopra un braciere ardente che campeggia sull'altare sia il nostro blasone e rappresenti la nostra discendenza da Muzio Cordo, poi Scevola. Ma far derivare il cognome Muzii da quel personaggio che appartiene alla leggenda più che alla storia di Roma è un procedere tout court a dir poco ingannevole».

La Bibbia. Infatti lo stemma della famiglia Muzii di Castellammare Adriatico sembra originario di Corfù, da cui arrivò prima del '700, ed ebbe in Pietro, a Vasto, il capostipite, ha altri elementi ed è ancora visibile a Pescara, in corso Umberto, in un timpano di Palazzo Muzii, attuale sede delle Generali. «Un passo delle Sacre Scritture riporta ciò che Mosè disse ad Aronne: "Prendi l’incensiere, mettici sopra il fuoco preso dall’altare, ponici sopra l’incenso; portalo presto in mezzo alla comunità". Quello stemma non raffigura il sacrificio di Muzio Scevola, ma quello di Aronne che sta eseguendo il rito del Signore. Vi sono in Sant’Anna tante altre immagini sacre, come la più antica raffigurazione di Dio, il cosiddetto “occhio della provvidenza”, e sotto allo stemma un cartiglio che riporta un altro passo della Bibbia: "Sapientia aedificavit sibi domum". Non per nulla siamo in una chiesa».

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