L’apertura di nuovi locali bloccata per dodici mesi

Il Comune annuncia le regole anti degrado, giro di vite anche per i negozi sfitti
PESCARA. Stop all’apertura di nuovi locali per un anno. Sanzioni più severe contro il degrado dei negozi sfitti. Divieto assoluto di vendita per gli ambulanti. Ecco le regole per garantire il decoro nel cuore della città. Il presidente della commissione Commercio del Comune Piero Giampietro ha presentato alcune proposte per combattere il degrado nel neonato centro commerciale naturale, tra corso Vittorio, via Ravenna, viale Muzii e viale della Riviera. Proposte, già accolte con favore dall’assessore al commercio Giacomo Cuzzi, che potrebbero essere applicate già all’inizio del prossimo anno. Serve solo il via libera del consiglio comunale.
«Queste misure», precisa Giampietro, «sono una base di discussione con l’obiettivo di accompagnare la fase di startup del centro commerciale naturale. Vogliamo che il centro di Pescara si qualifichi come uno spazio commerciale elegante e attrattivo, per dare alle imprese locali la possibilità di ritagliarsi un mercato qualificato integrandolo con un polo di alta qualità del “food&beverage”». «Puntiamo forte sul decoro urbano», ha avvertito, «inasprendo le sanzioni nei confronti di chi non rispetta le regole di buon vicinato e abbandona i locali sfitti facendoli diventare terra di nessuno. Vogliamo dare anche nuovi strumenti alla polizia municipale per arginare la lotta alla contraffazione, vietando il commercio itinerante in centro».
«Siamo la terza città in Italia per crescita del comparto food», ha fatto presente Cuzzi, «ma su questo dobbiamo essere bravi a contemperare sviluppo e sostenibilità, guardando anche alle esigenze dei residenti delle nuove zone di crescita». «Per far crescere bene il centro commerciale naturale», ha aggiunto, «abbiamo bisogno di regole chiare e certe».
Ed eccole le regole chiare e certe proposte dal presidente della commissione, elaborate pensando, forse, anche alla situazione che si è creata nella zona di piazza Muzii, dove va avanti da anni una battaglia tra residenti e titolari dei locali per rumori notturni e situazioni di grave degrado. Si parte dalle sanzioni più severe contro il degrado dei locali sfitti. I proprietari dei negozi inutilizzati saranno tenuti a rispettare l’obbligo di oscuramento delle vetrine, ad esempio, con cartoncini di colore neutro o chiaro. Dovranno eliminare manifesti, volantini e avvisi vari affissi sulle vetrine, concedendo gratuitamente una parte di queste, in misura non inferiore al 30 per cento, per la promozione del centro commerciale naturale. Le insegne degli esercizi cessati andranno rimosse.
Si propone, inoltre, di vietare la vendita ambulante e itinerante di qualunque tipo di prodotto.
Giro di vite anche sulla vendita e somministrazione di alcol. «Al fine di contrastare l’abuso di bevande alcoliche e l’abbandono sul suolo pubblico di contenitori in vetro», spiega la proposta di delibera, «ai titolari di attività commerciali di vendere e somministrare a prezzi promozionali gli “alcool shot”, cioè i cosiddetti cicchetti. Nonché collocare erogatori di bevande alla spina all’esterno dei locali». Sarà poi vietato consumare bevande alcoliche al di fuori dei locali, dalle 22 alle 18 del giorno successivo.
Infine, le regole sul blocco delle nuove aperture, destinate a suscitare qualche polemica. «La giunta comunale», è scritto in proposito nel provvedimento, «concorda con le associazioni di categoria, per i 12 mesi successivi dall’entrata in vigore delle presenti misure, l’insediamento di nuove attività e il trasferimento di sedi di attività esistenti dall’esterno all’interno del centro commerciale naturale delle seguenti tipologie: bar, fast food, caffè letterario; produzione, preparazione e vendita di prodotti alimentari, compresi la panificazione e i kebab; sale da ballo, discoteche e night club; phone center e Internet point; attività di compro oro; sale giochi, centri scommesse; centri per i massaggi».
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