L’appello dei pensionati: vaccinateci per l’influenza

21 Novembre 2020

Tante le richieste degli anziani, affetti da patologie a rischio e ora preoccupati «Medici e farmacie sono sprovvisti delle dosi necessarie: dateci una mano»

PESCARA. Niente vaccini antinfluenzali ed esplode la rabbia degli anziani affetti da patologie a rischio. C'è chi, come Luigi Devitofrancesco, 78 anni, di Pescara, è arrivato a inscenare una protesta solitaria davanti alla sede del Centro, in via Tiburtina, con un gigantesco cartello in mano, per manifestare sconcerto e disappunto sui ritardi dei vaccini in Abruzzo. Protetto da una mascherina sul volto, l'ex dirigente della società Interporto in pensione dal 2007, si è rivolto al governatore della Regione Marco Marsilio. Il pensionato originario di Grumo Appula (Bari) gli ha chiesto, su un cartellone, la verità sui vaccini, ipotizzando ritardi riconducibili a questioni burocratiche.
E poi spiega: «Ho 78 anni e sono affetto da bronchite cronica, sino ad oggi il mio medico non mi ha potuto vaccinare. Mi rivolgo al Centro per dare voce al mio grido d'aiuto». Racconta, Devitofrancesco, che da «dieci anni insieme a mia moglie Liliana, 74 anni, cardiopatica, andiamo dal medico di famiglia per fare i vaccini. L'anno scorso i medici dovevano pregare i pazienti per farli, quest'anno non riusciamo a trovarli. Mi sono persino recato al centro vaccinazioni Asl di via Paolini, ma nulla. Sono terrorizzato, perché se ci viene un raffreddore o ci ammaliano, o peggio se ci contagiamo col Covid, le conseguenze potrebbero essere pericolose. Sono molto preoccupato».
Numerose le email che i cittadini scrivono al Centro per sfogare rabbia e frustrazione e chiedere aiuto. F.P. 69 anni, diabetica, in cura al centro diabetologico ex Ivap di Pescara, è preoccupata: «Sono una persona con patologia a rischio, il mio medico non riceve le dosi per la vaccinazione. In farmacia, anche volendo comprarle, non ci sono. Leggo che le case farmaceutiche, siccome hanno ricevuto ordini enormi, non riescono a far fronte alle richieste. Ho provato a chiamare il centro vaccinazioni in ospedale, ma sono rimasta una mattinata intera al telefono, negli orari indicati, Risultato: il telefono è sempre occupato. Che cosa devo fare? Non basta il coronavirus, da cui ci si deve difendere con l'isolamento? L'influenza, che è risolvibile con il vaccino, per me sta diventando un problema insormontabile, nonostante le belle parole che i politici ogni giorno rivolgono a noi cittadini. Se il mio medico non può aiutarmi, chiedo di poter essere vaccinata al centro vaccinazioni».
Da Scafa, F.C., 69 anni, cardiopatico «reduce da un pluriarresto cardiaco», racconta che cerca di vaccinarsi «da circa due mesi, ma continuo a essere sballottato tra medico di famiglia e Asl. Non credo che, con le moderne tecnologie, occorrano scienziati o luminari per realizzare un piano di vaccinazione equo e soddisfacente per chiunque sia dotato di buonsenso. La mia non è una richiesta di comprensione, bensì una semplice constatazione».
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