L’appello di una madre: aiutate mia figlia
PESCARA. «Mia figlia sta soffrendo molto, io cerco di tranquillizzarla ma lei mi risponde che non riesce a trovare un senso da dare alla sua vita, nonostante il suo carattere forte e determinato....
PESCARA. «Mia figlia sta soffrendo molto, io cerco di tranquillizzarla ma lei mi risponde che non riesce a trovare un senso da dare alla sua vita, nonostante il suo carattere forte e determinato. Quelle terapie sono importantissime per il suo equilibrio mentale».
Francesca (nome di fantasia), residente in Val Pescara, è una madre col cuore spezzato da una ingiustizia. Con la voce rotta dal pianto, chiede che venga ripristinato al più presto il servizio di prenotazioni settimanali delle sedute psicoterapiche al centro di salute mentale del distretto sanitario dell'ex clinica Baiocchi sulla Nazionale. Piange perché non sa come arginare il mal di vivere di una ragazza bella e giovane. Sua figlia, 25 anni, una laurea in tasca e una formazione culturale di tutto rispetto, vive in uno stato di profonda depressione, da mesi. Nella testa «l'idea fissa che non valga la pena vivere», malgrado i successi scolastici, una famiglia che l'adora e un fidanzato.
Gli psicoterapeuti «la stavano aiutando a venirne fuori, questa interruzione di settimane non ci voleva» dice la donna affranta. A dicembre, l'ultimo ingresso al Cup del distretto sanitario Pescara nord per prenotare, impegnativa del medico di famiglia alla mano, le otto visite di psicoterapia previste dopo aver pagato il ticket di 46 euro. Ma tutto è stato rimandato ai mesi seguenti.
«Mia figlia ha bisogno della certezza della continuità per stare bene. Perché», si chiede la donna, «la Asl ha tolto le prestazioni settimanali e perché è così complicato rispristinarle?». Non si dà pace, questa madre: «Mia figlia sta subendo una grande ingiustizia». La famiglia è firmataria di uno dei tredici esposti inviati alla magistratura. (c.co.)
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