L’appello di Valentinetti: «Venite alla Via Crucis»

3 Aprile 2023

Dopo le critiche per la processione dimezzata, il vescovo chiama a raccolta la città E nella cattedrale gremita ricorda: pregheremo per la pace, come chiede il Papa

PESCARA. «Invito particolarmente quest'anno ad essere presenti al momento intenso di preghiera della Via Crucis che non sostituirà la processione. Saranno comunque portate le immagini del Cristo Morto e della Madonna. Pregheremo insieme, raccolti, per la pace». In una cattedrale di San Cetteo gremita di fedeli nella domenica delle Palme, l'arcivescovo Tommaso Valentinetti, al termine della funzione religiosa, ha rivolto l’appello a partecipare venerdì alla Via Crucis che si terrà in centro, e allo stesso tempo, dopo le polemiche di questi giorni, ha voluto spiegare ai pescaresi perché non ci sarà la tradizionale processione, dal Sacro cuore alla cattedrale di San cetteo.
«È stato accorciato il percorso per fare le 14 stazioni della Via Crucis», ha detto, «e questo in obbedienza a quanto ci ha chiesto Papa Francesco, ossia di pregare per la pace e per le situazioni tragiche che si stanno vivendo in tutto il globo terreste. Affinché la preghiera possa risultare più intensa, calorosa e fervorosa da parte del popolo di Dio, abbiamo pensato a una buona filodiffusione in modo tale che tutti quelli che si raduneranno da piazza Sacro Cuore a piazza Salotto possano partecipare a questo momento che sarà di vera preghiera, perché è questo ciò che chiede il Signore e che chiede la chiesa».
Nell’annunciare il programma della Settimana Santa, due giorni fa Valentinetti, rispondendo a chi soprattutto fra i politici chiedeva di tornare al percorso originario, aveva spiegato che il Venerdì Santo «non è un giorno di performance teatrale, tantomeno un giorno dedicato al turismo religioso, ma è un vero e proprio atto di fede, un momento di preghiera personale e comunitario a cui siamo chiamati a partecipare in prima persona, per raccontarci e trasmetterci la fede: questa è Tradizione».
E ieri, la celebrazione della domenica delle Palme in cattedrale si è aperta con la benedizione da parte di monsignor Valentinetti dei ramoscelli di ulivo innalzati dai fedeli, tra cui tanti bambini assiepati sul sagrato della chiesa. Quindi la liturgia intervallata da silenzi, dai canti del coro diocesano diretti da Roberta Fioravanti, e da lunghi momenti di preghiera. Durante l’omelia, l’arcivescovo ha rivolto l’invito a vivere intensamente tutta la settimana santa e a esultare di gioia il giorno di Pasqua.
«Quante volte», ha sottolineato, «la nostra traiettoria di vita assomiglia a quella di Gesù!». Gesù che, ha spiegato l’arcivescovo, commentando le letture del giorno, «entra a Gerusalemme osannato e acclamato», ma subito dopo viene tradito, abbandonato, venduto e rinnegato. «Solo le donne rimangano a guardare, a piangere e a consolare. Il suo ultimo grido è un grido di solitudine e disperazione, di un uomo che grida al Padre la sua innocenza e consegna definitivamente la sua vita per amore, donando il corpo e il sangue nella eucaristia. Ecco questa è la grande traiettoria che già fa preludere all’attesa della Resurrezione. Anche noi», ha fatto presente Valentinetti, «viviamo momenti di esaltazione, di soddisfazione, di bellezza, ma anche tanti momenti di fatica, di solitudine, di abbandono, di silenzio. È in questi istanti che dobbiamo ricordare che qualcuno che ci ha preceduto ha già vissuto tutto questo per poi tornare a vivere e a esultare. Questo è l'augurio che faccio a tutti voi perché possiate vivere la Settimana Santa con questo spirito, e gioire il giorno di Pasqua».