«L’Aquila è un laboratorio L’unità è una strada obbligata»

L’AQUILA. Presidente Giovanni Lolli, qual è lo stato di salute del Partito democratico in Abruzzo, all’esito delle amministrative? Non va al ballottaggio a Ortona, perde a San Salvo al primo turno ma...
L’AQUILA. Presidente Giovanni Lolli, qual è lo stato di salute del Partito democratico in Abruzzo, all’esito delle amministrative?
Non va al ballottaggio a Ortona, perde a San Salvo al primo turno ma vince a Spoltore, e va al secondo turno all’Aquila e Avezzano. Chi ha vinto e chi ha perso domenica?
«Intanto all’Aquila, che in questo momento dal punto di vista politico rappresenta il laboratorio più importante d’Abruzzo, siamo andati benissimo. Abbiamo preso al primo turno sette punti in più di quanto prese Massimo Cialente cinque anni fa. Un risultato di gran lunga superiore rispetto a quello dell’altra volta. Adesso stiamo lavorando per confermare questa affermazione anche al ballottaggio».
E ad Avezzano?
«Ad Avezzano la situazione è più difficile, perché siamo in una coalizione complessa, ma nonostante questo siamo andati al ballottaggio con dieci punti di differenza in più rispetto allo sfidante».
A Martinsicuro non siete andati al ballottaggio.
«Per quanto riguarda Martinsicuro, non eravamo né in maggioranza, né all’opposizione e San Salvo è semplicemente restato un Comune di centrodestra, mentre siamo andati benissimo a Spoltore».
E la situazione di Ortona vi preoccupa?
«Ortona è l’unica situazione, della quale sottolineerei la specificità. Lì c’è stata la frantumazione del Pd che si è diviso in tre liste. Quello di Ortona mi sembra un caso molto particolare, ma altre cose importanti sono successe».
Per esempio?
«Per esempio, dopo dieci anni abbiamo riconquistato Atessa, che è un Comune strategico perché sede del più grande nucleo industriale del Centrosud. E poi, in tutti i comuni terremotati dove si è votato il Pd ha vinto. Un’altra vittoria simbolica è quella di Pescasseroli, dopo tanto tempo, oppure la riconquista di Luco dei Marsi. Insomma, uniti si vince…».
Uno slogan che è anche un programma politico?
«Io vedo che dove ci presentiamo uniti, in una coalizione allargata, all’interno della quale ci sono anche la sinistra e il civismo più ampio i risultati arrivano sempre. Dove andiamo divisi perdiamo le elezioni. Secondo me in questo c’è l’indicazione di come ci dobbiamo muovere, raccogliendo tanta attività civica, anche da fronti moderati di persone che si vogliono impegnare. Ogni volta che deragliamo da questi principi perdiamo. Il caso dell’Aquila è emblematico. Ottenere questo consenso nel capoluogo di regione, dopo due mandati significa che dove affronti i problemi con responsabilità vinci, dove giochi di rimessa perdi».
E questo centrodestra che sembra essersi ricompattato, come lo vede?
«Anche il centrodestra se si divide non va da nessuna parte. Il problema è che al centrodestra manca un progetto sul quale unirsi».
Grillo e le liste civiche, in Abruzzo, rappresentano ancora il terzo polo?
«Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, in Abruzzo è stata una catastrofe, anche se festeggiano il 4% ottenuto all’Aquila come un grande risultato. Altro discorso per quanto riguarda il civismo, che in Abruzzo, vede una forte spinta alla partecipazione. Una spinta che il M5S non intercetta per niente. Quando ti presenti alle amministrative, alle comunali, la gente ti vota per quello che hai fatto, per come ti sei impegnato, sia come governo, sia come opposizione, non per come hai strillato. Con tutto il rispetto, io questa attività nei Cinque stelle non l’ho vista. Alle elezioni si raccoglie per quello che si è seminato».
È vero, come dice il governatore Luciano D’Alfonso, che il risultato del voto ha consolidato la maggioranza in Regione?
«Ovviamente la vittoria consolida la maggioranza. Per una valutazione più puntuale io aspetterei il secondo turno. Vediamo i ballottaggi, molto dipenderà da cosa accadrà all’Aquila e Avezzano. Ma alla luce di come stanno le cose non c’è dubbio che il centrosinistra esce rafforzato».
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