L’Aquila si dissocia, ma rischia grosso

La dirigenza vuole costituirsi parte civile: «Il nostro ds è sospeso». Battisti candidato alla successione
L’AQUILA. La Procura federale ha già avviato le indagini. Il pm Stefano Palazzi ha chiesto gli atti alla procura della Repubblica di Catanzaro in modo da avere visione dei documenti.
Ma le eventuali decisioni della giustizia sportiva, questo sembra essere l’orientamento, non riguarderanno i campionati in corso vista la tempistica dei processi che non saranno istruiti prima dell’estate. Le possibili sanzioni, dunque, saranno applicate in riferimento al prossimo campionato. Lecito chiedersi cosa rischia L’Aquila. Qualora la Procura federale riuscisse a provare la consapevolezza dei dirigenti rossoblù delle frodi sportive contestate a Ercole Di Nicola la retrocessione dalla Lega Pro alla serie D sarebbe inevitabile visto che saremmo nel campo della responsabilità diretta.
In caso contrario il club, a fronte di una responsabilità oggettiva, rischierebbe una penalizzazione pur restando nel campionato di Lega Pro. Difficile immaginare, al momento, la gravità della sanzione nel caso di una condanna.
Una curiosità. Nel gruppo coordinato dal procuratore Palazzi c’è da tempo anche un aquilano. Si tratta dell’avvocato Massimiliano Di Francesco, il quale, contattato dal Centro, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.
In casa L’Aquila, intanto, regnano sgomento e sconcerto.Ieri mattina in una conferenza stampa organizzata in fretta e furia, hanno parlato il presidente Corrado Chiodi e il suo vice Massimo Mancini. «Abbiamo appreso la notizia tramite gli organi di informazione», ha detto Chiodi. «Sono triste e sconvolto. Ho dato il cuore per questo progetto e con noi il ds Di Nicola ha sempre fatto bene il suo lavoro. Se però le cose sono andate in questo modo, ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità. Altro non mi sento di dire anche perché, ripeto, a noi della società non è stato notificato nulla da parte degli organi competenti». A ruota, interviene il vice-presidente Massimo Mancini: «L’Aquila non è coinvolta in nessuna indagine. Per quanto riguarda il nostro dirigente, a cui ho sempre dato la massima fiducia, applicheremo il regolamento interno che consiste nella sospensione in attesa di dimostrare la sua innocenza davanti ai giudici. In ogni caso è stato un fulmine a ciel sereno». Nel pomeriggio, poi, sono arrivate le dichiarazioni del direttore generale Ugo Mastropietro: «Sono estraneo ai fatti così come il resto della dirigenza. Di Nicola, nel caso fossero confermati i sospetti a suo carico, ha agito a titolo personale. Certo, quanto successo fa capire per l'ennesima volta che è arrivata l'ora di programmare una gestione più limpida e pulita in cui si mettano al primo posto i veri valori dello sport». L’Aquila ha intenzione di costituirsi parte civile. E nelle prossime ore potrebbe annunciare il nome del nuovo direttore sportivo. In pole position c’è Alessandro Battisti, classe 1971, ex Chieti.
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