L’Arcivescovo Forte: la Santa Pasqua segna un nuovo inizio

31 Marzo 2024

La notte di Abramo richiama, poi, la nascita di qualcosa di assolutamente nuovo nella storia, che è l’esperienza per cui il padre di tutti i credenti si fida perdutamente di Dio e a Lui si affida,...

La notte di Abramo richiama, poi, la nascita di qualcosa di assolutamente nuovo nella storia, che è l’esperienza per cui il padre di tutti i credenti si fida perdutamente di Dio e a Lui si affida, anche di fronte alla richiesta terribile del sacrificio del figlio Isacco, fermato infine dalla mano dell’Angelo: è la notte della fede, che ci fa confidare nella fedeltà divina anche in tempi oscuri come quelli che stiamo vivendo, segnati dall’immane tragedia della guerra in Ucraina, in Terra Santa e nei tanti conflitti che insanguinano il mondo.
La notte dell’esodo è, quindi, quella che rievoca la liberazione attuata per Israele attraverso il passaggio nel Mar Rosso, che lo porta fuori dalla schiavitù d’Egitto: è la notte che afferma la fiducia incrollabile che il nostro destino non è di soccombere al male o alla morte, perché siamo chiamati dal Signore alla libertà e alla pienezza della vita. È la tappa che nutre la speranza da porre nell’impegno per costruire nonostante tutto patti di pace nella giustizia e nella verità: è l’invito a cercare il dialogo e l’incontro con l’altro, anche con l’avversario, per realizzare un mondo migliore per tutti, certamente difficile a conseguirsi, eppure non impossibile.
Infine, la quarta notte, la notte del Messia, è quella che l’ebraismo attende nella speranza e che i cristiani identificano con la passione, morte e resurrezione di Cristo, evento dell’Amore crocefisso e vittorioso per la salvezza del mondo. Il significato di questa notte è espresso, ad esempio, dal grande mistico e poeta spagnolo, che fu San Giovanni della Croce, il quale vede nella notte di Pasqua la promessa sicura che la nostra notte e la notte del mondo saranno inondate dalla luce salvifica e rigeneratrice del Signore Risorto, lì dove a Lui si aprano le porte del cuore: «¡Oh noche amable más que la alborada:/ oh noche que juntaste / Amado con Amada. / Amada en el Amado transformada! - O notte amabile più che l’aurora, / o notte che unisti / l’Amato con l’Amata, / l’Amata nell’Amato trasformata!».
È nella luce di questa speranza che la memoria delle notti della salvezza in questa Pasqua del 2024 si fa invocazione e attesa fiduciosa: Signore, vincitore del male e della morte, che la notte di prova dolorosa, che stiamo attraversando a causa della violenza e della guerra, ceda presto il posto per Tua grazia all’aurora del nuovo giorno di speranza, di giustizia, di libertà e di pace per tutti, da cui nessuno sia escluso e in cui ogni resistenza di menzogna, di sopraffazione e di paura sia vinta!
Monsignor Bruno Forte
Arcivescovo di Chieti-Vasto