«L’area di via Foscolo non si vende»

11 Settembre 2020

Il sindaco replica a M5S: «In quel lotto ci faremo il pattinodromo»

MONTESILVANO. Il terreno comunale di via Alfieri non verrà più venduto. Ad annunciarlo è il sindaco Ottavio De Martinis in merito alle polemiche sollevate dal Movimento 5 Stelle e dall’ex consigliere Gabriele Di Stefano sull’inserimento di un’area da 2000 metri quadrati nel Piano delle alienazioni, contenuto nel Documento unico di programmazione che approderà oggi in consiglio comunale.
«Prima di parlare a sproposito», attacca il primo cittadino, «consiglieri ed ex amministratori dovrebbero informarsi meglio. Abbiamo già deciso di stralciarlo dall’elenco dei beni comunali da vendere, perché abbiamo altri progetti».
De Martinis anticipa così la volontà dell’amministrazione comunale di realizzare, proprio in quel lotto che affaccia sul campo sportivo di via Foscolo, un pattinodromo, la cui costruzione viene da anni progettata in diverse zone della città, ma che finora non è mai stata effettuata.
«Una parte del terreno sarà dunque destinata all’impianto sportivo», spiega il sindaco, «sulla restante parte, invece, ci sono due possibilità: o andare avanti con la realizzazione della scuola di legno di via Inghilterra, seppure l’appalto sia attualmente oggetto di contenzioso, oppure c’è al vaglio l’ipotesi di realizzare un ospedale di prossimità per il quale la Asl avrebbe a disposizione un milione di euro».
Indipendentemente dalla destinazione finale, dunque, una cosa è certa: per il momento quel terreno resta del Comune di Montesilvano. Cosa diversa, invece, per quanto riguarda la seconda area da alienare contestata. Si tratta di un terreno da 1816 metri quadrati per un valore stimato in 454 mila euro che sorge all’angolo tra via Foscolo e corso Umberto. «È un’area depressa da troppo tempo», evidenzia l’assessore all’Urbanistica Anthony Aliano, «che potrebbe rappresentare per l’Ente una buona opportunità per recuperare fondi da investire per la riqualificazione del territorio e in termini di standard urbanistici. Sul rischio di nuovi edifici, non bisogna sempre demonizzare il settore delle costruzioni e si deve uscire dalla logica per la quale costruire è necessariamente sinonimo di abuso edilizio o di cementificazione selvaggia». (a.l.)
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